Parlare di mafia nel cuore della Calabria, non solo nelle sale dibattiti ma all’aperto, nelle piazze, nei giardini, nei cortili. Tra le famiglie che passeggiano con il gelato e i gruppi di ragazzini in motorino. E’ l’idea centrale di Trame, il festival dei libri sulle mafie in programma a Lamezia Terme dal 20 al 24 giugno, “inventato” l’anno scorso da Tano Grasso, storico animatore del movimento antiracket, Lirio Abbate, giornalista dell’Espresso, e un gruppo di lametini impegnati a resistere al potere delle cosche. Quest’anno sono in cartellone 50 titoli, 200 ospiti e una novità: attori e autori “brillanti” si cimenteranno con il dramma delle mafie. Tra loro Ficarra e Picone (con un testo su don Pino Puglisi), Diego Bianchi in arte “Zoro” (mafia e immigrazione, non lontano da Rosarno), il “testimone” Pif di Mtv… (qui il programma completo e tutte le informazioni).

Tra gli ospiti di quest’anno figurano diversi magistrati che hanno affidato alle stampe le loro esperienze antimafia, come Antonio Ingroia, Pietro GrassoMichele Prestipino, Armando Spataro, Sebastiano Ardita, quest’ultimo un narratore dall’interno della trattativa” fra Stato e mafia, uno degli argomenti caldi di questa edizione. E’ previsto anche un intervento di Niccolò Amato, autore di “I giorni del dolore”, che sono proprio i giorni delle stragi Falcone e Borsellino, che Amato visse da direttore del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, lo snodo da cui passavano le decisioni sul 41 bis, il regime di carcere duro al centro dei presunti patti tra Cosa nostra e le istituzioni della Repubblica. 

Altre firme di primo piano animeranno i dibattiti di Lamezia (a partire dalle 17,30 fino a notte inoltrata): tra gli altri presentano i loro nuovi libri sulla ‘ndrangheta Francesco Forgione ed Enzo Ciconte, mentre a dare un utile sguardo da lontano intervengono autori come John Follain, David Lane, John Dickie.

“La manifestazione girerà intorno al valore e al coraggio delle donne calabresi, le collaboratrici di giustizia, quelle che sono finite sciolte nell’acido o sono state costrette ad ammazzarsi bevendolo”, spiega Lirio Abbate. “La presenza di personaggi come Ficarra e Picone dovrebbe attirare un pubblico ancora più ampio, quello che magari non verrebbe alla presentazione di un libro”. Per il giornalista dell’Espresso, siciliano che le minacce mafiose le ha provate sulla propria pelle, l’obiettivo di Trame è “cercare la verità e non la legalità, perché ormai di legalità tutti si riempiono la bocca. Proclamandosi dalla parte della legalità i collusi con la mafìa si infiltrano nell’antimafia, cercano di allontanare da sé le indagini”. Invece, discutendo in piazza con chi per mestiere si occupa di verificare e approfondire i fatti, conclude Abbate, “noi cerchiamo le risposte che mancano sui misteri, sulle stragi, sui delitti eccellenti”.