Hanno ammazzato l’ennesimo bel ragazzo, un giovane biondo con grandi occhi azzurri, inseguito e catturato da tre ragazze forti e aggressive, tra i 21 e i 23 anni, sadiche e allegre, eccitate e crudeli. Certo, di buona famiglia.

Siamo all’aperto, fa freddo, le ragazze sono annoiate e forse hanno bevuto, camminano tenendosi per mano, parlando ad alta voce nella strada deserta.

Sfortuna vuole che il ragazzo sia lì, sotto la luce fredda dei lampioni, i capelli biondi e la pelle chiara, si allaccia una scarpa in una posa inconsciamente provocante, non le vede arrivare. Non sa il ragazzo che è il suo momento di morire e che quelle tre ragazze sane e ben vestite sono i suoi carnefici.

Carnefici con la gonna corta, i tacchi alti, una ha la treccia, l’altra ha il rossetto blu, una borsa costosa e anelli d’oro alle dita.

Rallentano, si guardano, non c’è bisogno di parole, l’adrenalina sale dolce ed eccitante. La memoria di recenti esercizi di violenza funziona da detonatore, con naturalezza circondano il ragazzo. Lui non ha ancora paura, è difficile a diciannove anni prevedere l’inimmaginabile, decifrare l’orrore. Oppure la paura è troppa anche per tentare di fuggire. Le giovani donne assassine sorridono di piacere, lo spettacolo dell’altrui terrore che già conoscono e pregustano accelera il sangue nelle vene meglio che la cocaina.

Le vedo e non riesco a staccare lo sguardo, sono muta e impotente non posso fermare quelle tre furie, nessuno può fermarle, le seguo con gli occhi mentre lo circondano, lo spingono, lo toccano, lo denudano nella neve.

Un urlo smozzicato da un pugno feroce, gli anelli fanno male. L’altra, la più alta e forte lo ha afferrato per i capelli, quasi li strappa per costringerlo a stare fermo. Una gli tira giù i pantaloni, lo voltano, lo frugano. La terza guarda senza intervenire, gli occhi fissi su quel culo bianco denudato, su quelle cosce, coperte di peluria bionda, che scalciano debolmente, la pancia appiattita sulla neve.

“Spegni la sigaretta, il fumo uccide!” ride quella con il rossetto blu “spegnila!”.

E lei la spegne sulla natica sinistra del ragazzo, mentre le altre si impegnano a bloccarlo.

“Poverino, ha freddo, scaldiamolo di baci!…”

Dura a lungo, ce ne vuole di tempo per morire e il divertimento non può finire troppo presto.

Giovani donne demoniache, stupratrici potenti e fantasiose.

Emozioni forti, storie da raccontare, medaglie di crudeltà, orgasmi della memoria.

E intanto il ragazzo muore, ce ne sono ancora tanti.

La cosa più eccitante sono gli occhi, terrore puro, e poi la schiena bianca e il naso schiacciato che cola sangue. Sangue sulla neve, come nei film, come nelle favole.

È già successo altrove, è il piccolo segreto delle tre ragazze di buona famiglia; nessuna punizione è arrivata e anche questa volta basterà dare fuoco al giovanotto sfortunato e dileguarsi nella confortevole e protettiva casa di famiglia.

In fondo è solo un maschio giovane e povero, chi lo vendicherà?

Chissà se per l’ennesimo maschio ammazzato dall’ennesimo branco di donne qualcuno scenderà in piazza?

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