Che giornata, quella di martedì 6 marzo, nell’insorgere dello stato d ‘emergenza per imporre il Tav Torino Lione nonostante lo stato dei bilanci pubblici italiani ed europei.  Al mattino  il centro di Torino è stato blindato come non ricordo. Proprio non ricordo negli anni. Non solo non si poteva entrare  in piazza Castello, che è una piazza molto grande che tocca tante vie al centro della quale c’è il palazzo Madama dove si è tenuto il convegno col Presidente. Ma  blindati e poliziotti e carabinieri in tenuta da scontro di piazza bloccavano anche, in tutte le direzioni, il primo isolato oltre piazza Castello.

In genere  quando viene Napolitano passo per piazza Castello e riesco a vederlo passare. Pur essendoci  sempre un servizio d’ordine, c’era  un clima festoso quando veniva Napolitano le altre volte. Questa volta è come se ci fosse stata l’improvvisa visita di un.. che so di un George Bush in un paese ostile. Con l’elicottero che esplorava il centro. A un cordone di poliziotti  ho detto : ma se io volessi andare alla farmacia che è proprio dietro di voi? “Non si può, signore”. Ho brontolato non so cosa e poi, dopo un breve conciliabolo mi hanno richiamato : “Se vuole l’accompagnamo.” A quel punto non mi potevo tirare indietro. Di carabinieri ne son venuti ben due e sono anche entrati con me nella farmacia, ovviamente deserta. (Stavo per fare la scena di chiedere un Tav-or, ma mi sono limitato al  mio antigastrite.)

Più tardi mi sono imbattutto nell’episodio rivelatore dei motivi dello stato d’assedio. Tenete conto che non erano preannunciate manifestazioni. Ma è arrivato il pacifista Turi Vaccaro che due giorni prima si era arrampicato su un traliccio, e prima ancora su un albero. Quando alla Digos si sono accorti che il clamoroso Turi era nel centro di Torino lo hanno aspettato al varco : sei agenti in borghese all’uscita del Centro Studi Sereno Regis sotto i nostro occhi allibiti gli hanno ordinato di seguirli in Questura. Turi si è aggrappato al cancello, e quelli hanno insistito trasformandosi in ruspe umane. Ufficialmente dovevan fargli la notifica del foglio di via che per un anno gli impedirebbe di andare in Val di Susa. Provvedimento della Questura. (Ma cos’è? una sanzione comminata senza processo?)  In sostanza il centro di Torino è stato blindato per impedire a Turi e agli eventuali suoi pochi emuli di salire su non so cosa, dato che non ci sono tralicci in piazza Castello.

Mi sembra infatti davvero difficile che la Questura veramente temesse azioni violente. Più probabile che temesse azioni non violente. E di sicuro, che lo si volesse deliberatamente o no, il risultato è stato  quello di far salire artificialmente la tensione attribuendone la colpa ai No Tav (salvo per chi invece se la prende con la polizia). Per gli organi di informazione la presenza di Napolitano a Torino in chiave  No-Notav era la principale notizia. Quasi non si è detto cosa veniva fare a Torino! Solo a dire che i sindaci No Tav, quelli non li riceve?    Nel frattempo il Pd  che non riesce a far quadrato quasi mai e quasi su niente, faceva o fingeva quadrato contro la presenza dei No Tav sul palco della manifestazione Fiom di venerdì prossimo. Il responsabile economico Fassina ha ritirato la sua adesione, ha detto che non poteva stare sullo stesso palco dei No Tav. Trattasi  del presidente della Comunità Montana, iscritto al Pd, ma non importa, è lì in chiave NoTav. Al diavolo le ragioni dei metalmeccanici, mica possiamo rischiare di sederci vicino a un No Tav.  Tantomeno mentre Monti studia un piano per controbilanciare la nefasta influenza che i No Tav hanno sui mass media italiani. (I promotori delle prossime manifestazioni, per qualunque buona causa siano, sono avvertiti?  Se invitano i No Tav, addio Pd?)

E’  triste  constatare che il triangolo Napolitano -Monti-Pd , che pure tanti meriti ha avuto nel portarci fuori da Berlusconi, stia assumendo toni e comportamenti così fanatici emergenziali e settari per difendere l’operazione Torino Lione. E’ triste, non è scontato, non è l’inevitabile disvelamento del loro presunto essere nemici della giustizia o del bene comune. Ma è anche – questo loro schieramento fanatico e grossolano – irresistibilmente irritante. Fa venir voglia di impegnarsi. Vero?