Ho ricevuto oggi questa lettera di E.P., giovane intellettuale pugliese, il cui racconto delle disavventure nella giungla proto-mafiosa delle istituzioni pugliesi squarcia senza pietà il velo della retorica dilagante sulla “Puglia migliore”. Altri commenti sono superflui.

“Di bandi pubblici truccati nel campo delle questioni di genere e pari opportunità in Puglia ne ho visti parecchi, almeno tanti quanti quelli a cui ho partecipato: tra Bari e Lecce di certo una decina dal mio sciagurato rientro in questa regione nel 2008. Eppure quello di stamattina a Foggia, li ha superati tutti, ridimensionando in un baleno tutte le altre truffe a cui avevo assistito e stagliandosi prepotentemente per quello che è stato. Ovvero una prevaricazione in pieno stile mafioso all’Università: grezza, sfacciata, senza bisogno di giri di parole.
L’antefatto è il seguente: il 2 Gennaio alle ore 17, in preda a Virus gastrointestinale, ricevo una mail dall’amico Gennaro. Anche lui pugliese, ora dottorando a Leeds, Gennaro ha studiato con me teoria femminista all’università di Utrecht dal 2004 al 2006. Oltre agli auguri per il 2012 e al rammarico per non sentirci più spesso Gennaro mi segnala un bando che potrebbe interessarmi e che a lui ha spedito amorevolmente un amico, amministrativo dell’università di Foggia. Si tratta di un assegno di ricerca di pochi mesi per una esperta in questioni di genere che lavori per il neo costituitosi “Osservatorio regionale sulla comunicazione di genere”.

Pur di pochi mesi il bando mi consentirebbe di avere qualche soldo, magari di tornare a viaggiare, nonché di lavorare finalmente con le istituzioni locali in un ambito nel quale vanto una miriade di esperienze all’estero ed in Italia di varia natura. Questa volta la figura richiesta corrisponde perfettamente al mio profilo formativo e professionale, anzi è tutto così corrispondente che quasi temo. Ho una laurea in Lingue e Letterature straniere- Tedesco e Inglese- con indirizzo filologico letterario conseguita con una tesi su “femminismo e società patriarcale nella DDR” frutto di una borsa Erasmus trascorsa presso il dipartimento di “Studi delle donne e Studi di Genere” dell’Università TU di Berlino, ho un Diploma di Master internazionale in “Comparative Women’s Studies in Culture and Politics” conseguito presso Università di Utrecht, ho svolto stage presso il centro di Ricerca “MIGS- Mediterranean Institute of Gender Studies” di Nicosia, Cipro e presso l’ ONG Mama Cash di Amsterdam, ho ottenuto un Dottorato di ricerca in Filosofie e teorie sociali contemporanee con una tesi dal titolo “Sapere e differenza sessuale la questione epistemologica nella teoria femminista”, ho pubblicazioni, ho partecipato a delle scuole estive all’estero, ho partecipato a progetti di ricerca universitari sul tema delle rappresentazioni di genere, ho tenuto, tornata in Puglia, svariati laboratori di consapevolezza di genere nelle scuole e nei corsi professionali, ho tenuto seminari su varie questioni di genere all’Università, ho partecipato come relatrice a conferenze, convegni, dibattiti.

Mi chiedo, quindi, questa volta come faranno a trombarmi? Pur avendo meno di 24h di tempo, un virus in corpo e 300km da fare, il bando alle 11 del 3 Gennaio è archiviato all’ufficio protocollo. Alla mia domanda, quante persone abbiano fatto domanda il responsabile di turno nicchia. Passano i giorni e aspetto; e ogniqualvolta mi ricordo del colloquio che dovrò affrontare una domanda nasce spontanea:- Come faranno a trombarmi questa volta? Si perché che si tratti di una truffa è chiaro: ho imparato a riconoscere l’odore di rose della Puglia migliore.

D’altronde l’intento è chiarito già nel bando altrimenti perché dare 10 punti al CV e 30 al colloquio orale? I temi sul quale il colloquio dovrebbe svolgersi sono tanti, eppure scorrendone l’elenco non c’è ne uno sul quale non abbia lavorato ed il mio CV parla per me. Come faranno a trombarmi questa volta, quindi? Arriva stamattina il fatidico giorno. Scopro che c’è solo un’altra candidata oltre me. Che il bando fosse circolato poco si era capito. Ma in questo caso è circolato cosi poco da far si che l’unica altra candidata abbia conseguito il suo dottorato proprio presso lo stesso dipartimento dei membri della commissione. Le faccio qualche domanda sulle esperienze precedenti, magari è anche preparata chissà, ma mi pare di capire che il suo Cv sia molto ma molto più corto del mio, molto meno monotematico, nonché anche di respiro esclusivamente locale.
Come faranno a trombarmi questa volta, quindi? Mi metteranno in difficoltà durante il colloquio, mi dico, perché che sia dato è chiaro: lo dice l’assenza di saluto all’ingresso, lo dice la presenza di una sola sedia nell’anticamera dell’attesa, lo dice anche la mia presunta rivale che è ansiosa in modo imbarazzante e lo dicono pure le due ore che la commissione si prende per valutare i titoli di noi due sole, lasciate ad aspettare senza neppure una parola di cortesia.

Come stanno pensando di trombarmi questa volta, quindi, mi chiedo mentre inizio a riconoscere nell’aria la tipica atmosfera da Puglia migliore che segue come nube tossica il mio ritorno a Bari. Ed ecco che proprio quando l’aria è tutta intrisa di un santo profumo di rose una delle commissarie corre fuori dalla stanza, lascia un foglio su di un banco e fugge a rinchiudersi al riparo. Il foglio porta con sé questo verdetto: Rosella 10 punti, E.P “esclusa per mancanza di equipollenza del titolo di studio posseduto con quello richiesto”. Ecco come mi trombano questa volta! Allora ricapitolando il bando chiede come primo requisito un “Diploma di Laurea Specialistica o Magistrale appartenente ad una delle seguenti classi: LM-14 Filologia moderna; LM-50 Programmazione e gestione dei servizi educativi; LM-57 Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua; LM-85 Scienze pedagogiche ovvero Diploma di Laurea quadriennale conseguiti secondo la normativa previgente al D.M. n.509/1999 o titolo equipollente in Lettere moderne, Scienze dell’educazione; ed è lampante che una Laurea in Letteratura tedesca ed Inglese con indirizzo Filologico Letterario non possa assolutamente ritenersi equipollente. E chiaramente ci vogliono due ore per accorgersene tanto è lampante. Riescono sempre a stupirmi in questi bandi regionali: che rettitudine, che inventiva, che regione di talenti questa terra di rivoluzioni gentili! Ammetto che a questo non avevo proprio pensato.

PS: La prossima volta faccio direttamente domanda alla Sacra Corona Unita senza perder tempo con questi infingimenti e con queste istituzioni affiliate e decadenti.