“La mia priorità saranno le intercettazioni”, così si è espresso l’ex ministro Alfano diventato segretario del partito di Berlusconi, o meglio valvassore o valvassino del signore e padrone del feudo, impegnato nel dare la caccia ai giornalisti, ai comici, agli editori, a chiunque osi non venerarlo.

Per altro, neanche il più acerrimo dei suoi critici, e noi tra questi, si è mai espresso nei suoi confronti come invece hanno fatto i cortigiani e le cortigiane che ha beneficiato, premiato, sostenuto e che, telefonicamente, lo hanno descritto come un uomo malato, fuori di testa, ossessionato dai festini, non più in grado di guidare un governo. Invece di liberarsi dalla banda del buco, Berlusconi, ormai signore e servo della sua corte, ha deciso di riprovarci con il bavaglio, come se bastasse rompere tutti gli specchi per cancellare gli orrori e le deformità etiche e politiche.

Per questo condividiamo l’appello di Flores D’Arcais: non ci interessa neppure conoscere il testo della proposta, comunque il contesto non può che essere peggio, segnato com’è dalle logge deviate, dalle telefonate di Bisignani, dalle minacce contro la libertà di informazione e contro la magistratura, dalla espulsione dalla Rai dei Santoro e dei Saviano e da quella probabile della Gabanelli, per non parlare dei condizionamenti e delle minacce già rivolte anche contro La 7 che aveva osato spalancare le porte ad Annozero.

Dentro questo contesto qualsiasi testo non andrà neppure discusso, andrà solo respinto, contrastato dentro e fuori le aule, dentro e fuori i tribunali, nazionali e internazionali, utilizzando ogni mezzo legale possibile e pubblicando, ovunque e dovunque, tutte le notizie che avranno una qualsiasi rilevanza sociale, rivendicando e praticando il diritto alla obiezione di coscienza, perchè a nessuno potrà mai essere chiesto di rinunciare all’articolo21 della Costituzione.

Chi pensa al nuovo bavaglio dovrà pentirsi amaramente di averlo fatto, dovrà pagare un prezzo altissimo come è accaduto in occasione dell’ultimo referendum, anzi, un secondo dopo l’approvazione di questo editto di Arcore, sarà davvero il caso di cominciare a raccogliere le firme per abrogarlo. Prepariamoci sin d’ora, anzi tanto per fare una prova generale, ritroviamoci questo pomeriggio a Roma per contrastare il “regolamento bavaglio” che l’Autorità di garanzia vorrebbe varare con la scusa di contrastare la pitareria in rete.

Sarà l’occasione non solo per gridare un no, ma anche per far sapere da subito che, se e quando ci proveranno, e lo faranno, li manderemo comunque al manicomio e daremo vita ad una sorta di immenso network collettivo che non solo Berlusconi, ma neppure il suo  vero capo, Bisignani, riuscirà ad arrestare!