Per una volta l’Italia è davvero all’avangurdia nel settore delle telecomunicazioni. Peccato che lo sia nella Siria della repressione e della soppressione dei diritti civili e politici, dove da mesi migliaia e migliaia di persone lottano per uscire dalla oscurità e dall’oscurantismo. La notizia, sino ad ora non comentata dalla Farnesina, è stata lanciata dall’agenzia Bloomberg e ripresa con grande e legittima insisitenza da il Mondo di Annibale, il documentatissimo canale di politica estera coordinato da Riccardo Cristiano, e ospitato sul sito di Articolo21.

Di cosa si tratta? Stando a queste fonti, per altro attendibili, un’azienda italiana, Area Spa, con sede a Milano, starebbe provvedendo a installare un sistema operativo in grado di intercettare qualsiasi e-mail inviata. La tecnologia di base sarebbe fornita, peraltro, da aziende americane. I tecnici italiani, ospitati in un appartamento nel centro resdienziale di Damasco, starebbero procedendo a tappe forzate anche per aggirare i termini dell’embargo internazionale.

Sulla vicenda, riportata da diversi siti e non solo italiani, perdura il silenzio del Ministero degli esteri. Sarà appena il caso di ricordare che l’Italia medesima ha ritardato di 45 giorni l’entrata in vigore dell’embargo sulla importazione di greggio per non danneggiare l’Eni che già aveva concluso i contratti di acquisto. Per queste ragioni, da oggi, continueremo a chiedere al governo cosa sappia di questa vicenda, perché faccia finta di nulla, quante cambiali ancora dovranno essere pagate al regime siriano, quanti altri affari si stiano concludendo in quell’area con la complice benedizione delle istituzioni italiane.

Per fortuna che Berlusconi, impegnato, si fa per dire, in ben altri affari privati e pubblici, non ha ancora trovato il tempo di baciare l’anello anche a Bashar! Speriamo almeno che, al prossimo maledetto intervento militare, ci sia risparmiata la retorica sui diritti umani e sulla democrazia da esportare sulla canna dei fucili e sulle ali dei cacciabombardieri.