Ci ho messo un anno e mezzo a realizzare perché non ho ancora trovato un fidanzato inglese. Gli inglesi, infatti, sono tutti fidanzati. C’è un perché, e l’ho capito da poco.

Sì, sì, va bene: l’amore è al primo posto, e ci incontrammo al liceo, staremo insieme per tutta la vita alla Kate e William, o staremo insieme almeno finché ci amiamo. Ma al secondo posto c’è il fatto che Londra costa. Costa un’esagerazione. Ultimamente ancora di più. Ultimamente anche comprarti uno spazzolino potrebbe incidere sul tuo conto in banca di fine mese.

Da single, Londra costa ancora di più. Ed ecco perché gli inglesi sono tutti felicemente accoppiati.

Mi trasferirò tra poco nel mio nuovo e lussuosissimo appartamento con due felici coinquilini. No, anzi, mi trasferirò tra poco nella mia stanza, perché quando abiti a Londra, praticamente vivi nella tua stanza. Non vivi in una casa. Guardare la Tv è un optional riservato a quando non stai tanto bene e allora non sai che fare. Il divano, chi è che se lo ricorda? E cucinare diventa spesso un lontano ricordo.

Insomma, mi trasferirò tra poco nella mia lussuosissima camera dotata di bagno. Una sottospecie di suite in cui se entriamo in due stiamo stretti e uno deve per forza stare dentro a quel bagno. Tutto questo a Battersea, ridente quartiere a sud del Tamigi. Il tutto per la modica cifra di circa metà del mio stipendio. Ed era una delle più economiche.

Fossi fidanzata, dividerei felicemente l’affitto con il mio amato, e probabilmente potrei evitare di mangiare per l’ultima settimana del mese pasta in bianco. Che il pomodoro mi costa troppo. A volte anche la pasta mi costa troppo.

Ma l’affitto è solo uno degli inconvenienti dell’essere single in questa città. Parliamo del supermercato. Del fare la spesa. Del mangiare. Cibarsi a Londra è costosissimo. Si esce a pranzo e a cena praticamente ogni giorno: se non è cena a casa di qualcuno è al ristorante, e se non è al ristorante è in quel posto che costa sempre poco, che poi alla fine costa sempre uno sproposito.

In pausa pranzo non esiste che si torni a casa perché di solito l’ufficio sta lontano anni luce dalla tua cucina, e a meno che uno non si metta a cucinare curry, cannelloni e frittate alle 6.45 della mattina da portare in ufficio per pranzo, si finisce per uscire con i colleghi. Di questo passo, cena dopo cena, pausa pranzo dopo pausa pranzo, a fine mese si arriva con l’acqua alla gola, conto in banca prosciugato, ed è tutto un: “No, guarda, io stasera non esco che non ho un centesimo almeno fino alla prossima settimana. Ma quand’è che ci pagano?”

Un panino: minimo £5 (quasi 6 euro). Prendo la zuppa? £3.50. Prendo una quiche? £4.50. Caffè? £1.90. Frutta? Un lusso per pochi, che se ti compri una delle famose “insalate” già tagliate ti vanno via £6 per due mele insipide e una pesca che potrebbe romperti qualche dente. Ed è così che si diventa la “generazione microonde”: quelli che in pausa pranzo (e non solo) mangiano paelle di colori ignoti, maccheroni cheese acquosi e polpette di carne dagli ingredienti sconosciuti, il tutto recuperato al supermercato per poche sterline.

Fanno bella vita i fidanzati: dividono i pranzi fuori e le cene, oltre all’affitto.

Quello che mi sconvolge di più delle spese da single, oltre al cibarsi, che sembrerà impossibile ma prende circa l’altra metà del mio stipendio insieme ai trasporti, è il costo dei prodotti per l’igiene personale. Per comprare tutto il necessario per i sacri lavacri è meglio essere in due.

E poi vi chiedete perché gli inglesi hanno questa fama di essere “poco puliti”: un pacchetto di carta igienica in questo paese costa come un pollo allo spiedo. Il dentifricio costa come un sandwich. Uno spazzolino costa più di un filetto di manzo al supermercato. Che uno nell’indecisione prende il filetto e lascia lo spazzolino a momenti migliori.

Insomma, cerco fidanzato con cui dividere le spese. E possibilmente anche un barattolo enorme di shampoo e un pacchetto di spazzolini doppio, così poi io compro il filetto. E pure la pasta.

di Costanza Pasqua, blogger