Patrimoniale, tassazione delle rendite finanziarie, ulteriori tagli ai costi della politica, decreto anticorruzione con la previsione dei sequestri dei patrimoni per i condannati. Queste le misure imprenscindibili che dovrebbero caratterizzare l’emergenza economica.

Il commissariamento sostanziale dell’Italia da parte del direttorio europeo e quello sempre più evidente della politica da parte dei mercati, pone alla nostra attenzione questioni complesse e che certamente non possono essere affrontare attraverso schemini asfittici del piccolo partito d’opposizione.

I temi sul tappeto si incrociano perfettamente con questo crinale epocale nel quale non valgono più gli scenari ideologici del ‘900 ma occorrono nuove parole e un diverso ‘racconto’ per la nostra Italia.

Per questo abbiamo il dovere di elaborare una linea lungimirante e inedita ma che abbia due valori portanti: la dignità nazionale  e la giustizia sociale.

La dignità nazionale compromessa da Berlusconi e dal peggior Governo della Storia Repubblicana, capace in piena crisi internazionale di porre la fiducia sul processo lungo, ennesima legge ad personam devastante e inaudita e di negare fino all’intervento del premier in Parlamento l’entità della crisi e, fino a qualche settimana fa, la sua stessa esistenza.

La giustizia sociale minacciata da una manovra che continua a colpire pensionati, giovani e lavoratori dipendenti, lasciando intatti i grandi patrimoni e le enormi ricchezze di alcuni settori della società italiana.

Occorre non deflettere di un centimetro sulle due questioni di fondo: mandare a casa Berlusconi, in nome della dignità nazionale e fare pagare la crisi anche ai ricchi in nome di quei principi di giustizia sociale, oltre il globalismo finanziario speculativo e senza volto.