“Sono stato sconfitto da Santoro, da La7, da Ballarò, da Crozza…”, questa volta sul banco degli imputati Berlusconi ha messo anche Maurizio Crozza, anzi, proprio lui sarebbe la causa della batosta elettorale. Siamo sinceri ammiratori di Crozza e del suo talento, ma l’unico comico che ha davvero messo in ginocchio Berlusconi è Berlusconi medesimo che ha sbagliato tutto, ma proprio tutto: barzellette, tempi di entrata, repertorio, canzoni, e soprattutto non ha capito che la realtà fattuale, quella che non si può manipolare, si stava prendevano la sua rivincita sulla realtà virtuale, sui Tg taroccati, sulla immondizia nascosta, sulla ricostruzione mancata, sulle tasse mai scese, sugli stipendi fermi, sulla corruzione dilagante, sulle nipoti egiziane a tariffa.

Che Berlusconi sia ormai fuori di testa lo pensano persino Flavio  Briatore e Lele Mora, figuratevi i comuni mortali! Quello che tuttavia ci indigna non sono più solo e soltanto le parole  deliranti di un uomo malato, ma il silenzio o peggio  il compiaciuto sorriso dei suoi cortigiani. Più di lui ci fanno ribrezzo quei ministri che lo ascoltano senza replicare, che fingono di sorridere, che non hanno il coraggio di mandarlo a quel paese o di mandarlo dal medico, come forse sarebbe doveroso, e come aveva suggerito la signora Veronica, forse l’unica persona che gli ha davvero voluto bene e che gli scrisse una appassionata e dolente lettera.

Loro sono ancora più responsabili di lui perché sanno e tacciono sperando di lucrare qualche ultima prebenda prima del probabile  dissolvimento di questa neorepubblica di Salò. Allo stesso modo fanno schifo quelle comparse che ancora ridono quando il vecchio satrapo ripete per la milionesima volta la solfa sul bunga bunga, magari dopo aver parlato del dramma dei palestinesi. Fanno più orrore loro di lui, anzi la polizia dovrebbe procedere ad identificare chi ancora gli batte le mani perché  costoro sono responsabili di una “omessa assistenza” nei confronti di un anziano non più autosufficiente.

Sarà il caso di prendere atto che vi era molta più grandezza nel Gran consiglio del fascismo, che infatti arrivò persino a votare contro Mussolini, che non in questo piccolo consiglio berlusconiano, dove nessuno ha mai osato, non diciamo sfiduciare Berlusconi, ma neppure far risuonare almeno l’antico grido padano “Fora da i ball”, ma forse costa di meno e rende molto di più mostrare i denti solo a quei disperati che arrivano in Italia sulle carrette della morte e della disperazione.

Berlusconi non lo sa, ma alcuni di quelli che oggi  fingono di sganasciarsi alla decima ripetizione della stessa barzelletta, saranno tra i primissimi a tradirlo e forse gli getteranno addosso monetine e sputi: quando lo scoprirà, gli passerà la voglia di raccontare l’ultima sul bunga bunga…