Bologna ogni giorno che Dio manda sulla terra ci sono incidenti con morti e feriti, soprattutto i cosiddetti “utenti deboli”, cioè pedoni e ciclisti, sistematicamente investiti sulle strade cittadine, molte volte sulle strisce, da automobilisti e camionisti che non poche volte tentano anche la fuga.

Bologna è una delle città italiane e sicuramente europee, con il più alto tasso d’incidenti gravi nell’area urbana, del resto è una delle “città del motore” per antonomasia, con le sue Ferrari, Lamborghini, Maserati, Ducati ecc.

L’auto il “segno” inconfondibile della nostra società, è uno strumento di morte che viene idolatrato dalle pubblicità come dispensatrice di ogni bene: eleganza, spensieratezza, leggiadria, eterna giovinezza, successo; mai che una pubblicità si soffermi sui rischi di una guida poca attenta, si sfreccia a duecento all’ora nell’immobilità degli altri, senza alcun rumore, a volte accompagnati dal suono di una musica celestiale e da donne sempre bellissime, queste sono le immagini che ci propinano per convincerci a comprarne.

Così i nostri automobilisti si sentono al volante dei grandi uomini, delle persone potenti, si sentono realizzati ed abbandonano ogni freno inibitorio; la disinvoltura della guida spregiudicata, il rombo del motore, la musica sparata dagli altoparlanti e magari il cellulare in funzione e poi sbrammm, s’investe un povero cristo.

Qui sotto una tabella di rilevazione degli incidenti stradali in provincia di Bologna dal 2000 al 2009, notare che i morti sono diminuiti, ciò è avvenuto perché in alcune strade provinciali ad alto tasso di incidentalità, la Provincia ha inserito il controllo della velocità con le telecamere, c’è stato un crollo degli incidenti mortali, addirittura su queste strade non ci sono stati più morti, una cosa del tutto inaspettata.

La cosa più disdicevole è che di questi provvedimenti sapienti, la stampa non parla, come se fossero cose insignificanti, una spiegazione c’è: il sistema economico, le case automobilistiche, preferiscono articoli di compianto e magari di esecrazione per ogni investimento od incidente mortale ma non vuole che si crei una mentalità da automobilista consapevole, preferisce che intorno all’auto  resti l’alone magico del “tutto bello, tutto è permesso”.

E’ grave però che la stampa e la classe politica italiane non siano all’altezza di comprendere che occorrerebbe cambiare decisamente registro, cultura  e politica della mobilità, ma siamo l’Italia di Marchionne, purtroppo.

Incidentistradali, morti e feriti. Provincia di Bologna 2000-2009









Incidenti Feriti Morti Indice di mortalità Indice di Lesività Indice di infortunio costo sociale (migliaia di €)
2000 5.658 7.865 148 2,6 139,0 141,6 785.484
2001 5.423 7.579 131 2,4 139,8 142,2 740.720
2002 5.611 7.898 144 2,6 140,8 143,3 782.336
2003 5.442 7.687 134 2,5 141,3 143,7 752.856
2004 5.451 7.486 125 2,3 137,3 139,6 725.506
2005 5.268 7.193 94 1,8 136,5 138,3 660.705
2006 5.270 7.350 112 2,1 139,5 141,6 697.364
2007 5.198 7.287 103 2,0 140,2 142,2 680.176
2008 4.888 6.631 98 2,0 135,7 137,7 624.902
2009* 4.474 6.204 97 2,2 138,7 140,8 592.067
Fonte: Istat, 2000-2007, Osservatorio Provinciale dell’Incidentalità Stradale, 2008-09






*dati provvisori






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