Berlusconi fa comizi chiamando a raccolta i suoi tifosi. Ma non del Milan. Proprio quelli suoi personali. Gente che non sa nemmeno cosa sia il legittimo impedimento o il processo breve, gente che se gli chiedi una legge buona che ha fatto il governo non ti sa nemmeno rispondere, gente che, come allo stadio, non ti dirà mai che il rigore per la squadra avversaria, per un palese fallo di mano del proprio giocatore, era giusto da assegnare.

Ecco chi sostiene Berlusconi: tifosi. Peggiori di quelli calcistici. Ma non mi spaventano più nemmeno loro. Mi preoccupa quella che io chiamo “la nuova mafia”: gente che si presenta come Polizia o Digos (e con molta probabilità è vero), ti prende di peso e ti porta via per essere identificato.

Questi spacconi, mandati dal governo a reprimere il dissenso, hanno sempre più carta bianca nei metodi di identificazione. Ne sanno qualcosa il giornalista Antonino Monteleone e l’avvocato Pietro Palau Giovannetti.

A proposito di Giovannetti: non so se sia effettivamente un avvocato ma non vado di certo a scrivere un articolo come ha fatto Il Giornale per dire che “non risulta iscritto negli elenchi professionali tenuti dal consiglio dell’Ordine degli avvocati di Milano” perché ha contestato il premier. Ma solo perché Giovannetti non è avvocato, allora non si può permettere di manifestare liberamente il proprio pensiero e può essere privato, seppur momentaneamente, della libertà personale?

Parti degli articoli 13 e 21 della Costituzione parlano chiaro: “La libertà personale è inviolabile” e “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero”. E nessun politico, soprattutto quelli che riempiono i loghi di partito con la parola “libertà”, ha preso le distanze o ha denunciato quest’uso mafioso delle forze di polizia.

Di solito dopo i sicari, nelle indagini per omicidi mafiosi, si cercano i mandanti. I mandanti, in questo caso, li conosciamo già: sono il governo e la sua connivente opposizione. Adesso fuori i nomi dei sicari.

E se nessun politico ha preso le distanze denunciando questi gravi abusi di potere, allora mi viene da pensare che se da una parte c’è la nuova mafia, dall’altra c’è la nuova omertà.

di Tony Troja