Il senatore Gaetano Quagliariello, quello che fa il vice di Gasparri, e per questo gli siamo solidali, ha espresso la sua amarezza per la decisione annunciata da Giuliano Pisapia di querelare la signora Moratti. Per una volta la pensiamo come lui, come si fa a minacciare una simil gentildonna, ma l’avvocato ha davvero perso la testa? In fondo la signora lo ha solo accusato di essere un ladro, dalle parti della destra quella parola è evidentemente  considerata un complimento, perché indignarsi tanto allora?

Che bisogno c’è di mettere in mezzo i tribunali? Pisapia avrebbe potuto ribattere con una di quelle battute che fanno impazzire i berlusconiani, del tipo: “Signora lo sa che lei puzza, da quanto tempo non si lava?”, oppure: “Sa che brutte come lei ce ne sono poche qui a Milano?”, oppure: “Ma suo marito quando si sveglia all’improvviso e la trova nel letto non chiama subito la  celere?”, oppure: “Ma quanti operai sono già morti nelle vostre industrie di famiglia?”. Forse simili dolcezze sarebbero state meglio accolte da orecchie abituate a questo tipo di gergo.

Invece Pisapia, persona volgare e vendicativa, ha deciso di offendersi, perché non sopporta di sentirsi chiamare ladro, e così l’ha denunciata e si è rifiutato anche di stringerle la mano.

A differenza di Quagliariello noi ci auguriamo, invece, che Pisapia non ritiri proprio nulla, che vada sino in fondo, che le faccia pagare l’ingiuria, che continui a non stringere la mano ad una signora che ha pronunciato a freddo una delle offese più gravi nei confronti di un avversario che ha fatto della trasparenza un modo di essere. Se anche, come ci auguriamo, Pisapia dovesse vincere le elezioni, non si faccia fregare da quelli che amano le ipocrite pacificazioni, tenga duro, la porti in tribunale, e faccia capire a lei e ai suoi, dante causa, che esistono ancora persone che considerano un insulto essere apostrofate come ladri, malversatori, corrotti, mafiosi.

Per alcuni questi insulti sono medaglie al valor incivile per altri, tra questi Pisapia, un’offesa sanguinosa. La mancata stretta di mano è un segnale di civiltà, di pulizia morale, un gesto che dovrebbero imitare i troppo che in Tv fanno finta di non sentire gli strepiti, le ingiurie, di quelli che vorrebbero fare a pezzi la costituzione e la legalità repubblicana. L’alternativa etica, ancor prima che politica, a questa banda può e deve partire anche da una querela e da una mancata stretta di mano.