“Per le vostre cattiverie pagheranno i vostri cari…”, questa una delle frasi minacciose rivolte contro Marco Travaglio e Michele Santoro e contenute in una lettera spedita al Resto del Carlino, il quotidiano di Bologna. A firmarla un gruppo che usa la sigla “Fuan” furioso, forse una sigla di comodo, ma che comunque si rifà nel linguaggio, nei modi e nella stessa scelta del nome alle organizzazioni della destra neofascista, ma che oggi sarebbe più opportuno ribattezzare neoberlusconiane, da momento che quei toni e quei modi sono stati ripresi dal piccolo cesare e dalla sua corte di mazzieri politici e mediatici.

Santoro e Travaglio, come loro costume, non hanno fatto sceneggiate, non hanno assunto le vesti dei martiri, non hanno spedito una videocassetta da trasmettere a reti unificate, non si sono appellati al ministro degli Interni, non hanno neppure voluto fare riferimento “ai cattivi maestri”, per usare un’espressione che piace tanto ai giornali di famiglia quando debbono sparare a palle incatenate contro Annozero e contro quei giornali e quei giornalisti che non piacciono al capo supremo.

Non osiamo pensare cosa sarebbe accaduto se la stessa lettera fosse stata recapitata ad Arcore, quante ore di dichiarazioni avremmo dovuto sentire e quanti inviti di Gasparri rivolti agli oppositori e al sindacato dei giornalisti affinché si unissero al coro degli indignati a tariffa. Invece a solidarizzare con Santoro e Travaglio, a parte i soliti amici, si è sentito ben poco, con l’esclusione del senatore della Pdl Carlo Vizzini, al quale va dato atto di aver pronunciato parole chiare contro ogni orma di violenza e di intimidazione.

Lo vogliamo rilevare perché spesso, troppo spesso a destra si invoca la solidarietà di tutti quando viene perquisita la redazione di famiglia o quando viene perquisito un giornalista, ma al contrario tacciono quando le randellite o le minacce riguardano quelli che non gli piacciono. Così accadde per l’editto bulgaro, per la cacciata di Biagi, di Santoro, di Travaglio, di Luttazzi, così è accaduto quando fu insultato Montanelli, così è andata ogni qualvolta Berlusconi ha chiesto la chiusura di questo o quel programma. Così è andata anche ieri con la mancata solidarietà nei confronti di due giornalisti che hanno il solo torto di continuare a dare quei fatti che altrove, salvo poche eccezioni, sono stati cancellati.

Santoro e Travaglio non si sono piegati ala logica delle videocassette e delle interviste con le domande incorporate e con il piccolo Cesare che legge le risposte sul “gobbo”, perchè ormai incapace di esprimere un pensiero compiuto. La logica dei cattivi maestri ci ripugna, ma come non vedere che il presidente, di giorno in giorno, sta aumentando la dose di veleni sparati contro quei giudici e quei cronisti che ancora non è riuscito a corrompere e a mettere sul suo libro paga?

In ogni caso non ci faremo condizionare dalla doppia morale e dal doppiopesismo di questi signori, ma continueremo a protestare contro ogni bavaglio all’informazione e nei confronti di chiunque, siano pure i cronisti di quei giornali che ogni giorno chiedono misure disciplinari contro le trasmissioni sgradite al satrapo di Arcore. Allo stesso modo continueranno a non piacerci le perquisizioni in redazione e le irruzioni nelle case dei cronisti, fossero pure i nostri peggiori avversari.

Non li ripagheremo con la stessa moneta, ma quella destra che urla al complotto e invoca la solidarietà politica e sindacale farebbe bene per una volta, almeno per una volta, a far sentire la sua voce anche quando vengono colpite la dignità e la libertà di quelli che non piacciono al loro padrone, perché questa è la differenza tra i cittadini liberi e i cortigiani.