Poema della vanga (14-16 novembre)

Futuro e Libertà, Saviano e altro

Si ritira dal governo
Futuro e Libertà:
è  il centrodestra che sta
collassando dall’interno.
Fredde tempeste d’inverno,
brividi di ribaltone;
E Fini in televisione
tra le virtù della destra
elenca la via maestra

della morigerazione.

In circa nove milioni
gli spettatori italiani
guardano il saggio Saviano
parlare di cose buone.
In sostanza si propone,
a volere ben guardare,
un bel Fronte Popolare
contro il Nano manigoldo;
che ormai non ci son piu soldi,
e comincia a scivolare.

(Dov’è il fascino remoto
che avvolgeva lo Sciamano?
Sembra un ricordo lontano.
Vengono meno i devoti,
Perchè i portafogli vuoti
Fanno svanire la fede.
Quello è uno che si vede
Benissimo che funziona
solo se moneta suona.
Altrimenti, chi gli crede?)

C’è un fronte molto allargato
che unitamente dichiara
che a manovrare il denaro
ha da essere lo Stato.
Bisogna riconsegnare
le redini dei poteri
a signori molto seri,
di indubbia moralità,
per dare alla Povertà

modelli meno ciarlieri.

Decifro le strategie
di questo strano partito
ambidestro, istituito
nell’etere, virtuale
ed oltremodo reale.
E se davvero si andasse
a saccheggiare le casse
del colosso carcagnosso
che a casa di Umberto Bossi

sta filando la matassa?

Ipotesi suggestiva!
Ipotesi radicale!
Ma ci si può fare male,
C’è da non uscirne vivi.
E molti buoni motivi
Ci portano a constatare
che è il “nero” a fertilizzare
la Padania. Forse Miglio
ha ragione? Sarà meglio

“costituzionalizzare”?

S’imbizzarrisce Maroni
– che peraltro il buon Saviano,
equanime Casertano,
ha messo tra quelli buoni. –
Esige riparazione
con virulenza sospetta.
L’ipotesi maledetta
di una Lega camorrista
è terribile, ma esiste.

E per questo non va detta.

Risponde Loris Mazzetti,
gentiluomo della Rai:
“Riparazioni? Giammai!”
C’è da restare interdetti:
La Rai che prende di petto
un ministro cisalpino!!
Cos’è successo a Ruffini,
di cui ricordano in tanti
che cacciò via la Guzzanti

in contesti molto affini?

Sarebbe un lungo discorso.
Dall’epoca paleolitica,
gli uomini della politica
seguono strani percorsi.
Annusano, come gli orsi,
la loro cattiva stella.
Scappano alla chetichella
lasciando i soldati a piedi.
E al traguardo, li rivedi

splendidamente ribelli.

D’altra parte sono fatti
in tal modo, malgrè soi.
Ed anche Ruffini va
con la sua vanga di latta,
Elegantemente piatta.
Va tintinnando leggero
Va per lo stesso sentiero
dove il Papa ha benedetto
la vanga di Gianni Letta,

bellissima, in stile Impero.