Come talvolta accade, qualcosa di imprevisto emerge nei risultati elettorali e invece di studiarlo con attenzione e cautela, si parte in quarta con giudizi sommari. E come spesso accade, tutti o quasi i mezzi di informazione vanno dietro alla stessa interpretazione senza motivarla. Così queste primarie milanesi han rischiato di essere bocciate innanzitutto dal “fuoco amico” delle dirette di Rai News 24 e Radio Popolare che hanno calcato la mano sulla bassa partecipazione. 67.500 partecipanti, comunque più che alle primarie del Pd che erano nazionalmente reclamizzate.

La partecipazione è stata più bassa rispetto alle primarie del gennaio 2006 per le comunali. 82 mila 500 allora, 67 mila 500 oggi. Meno 15 mila ovvero il 18%.

Non si è detto però:
1) che allora partecipavano anche Udeur, Repubblicani e soprattutto Italia dei Valori, che questa volta non c’erano;
2) che allora il corpo elettorale – il potenziale di aventi diritto al voto – era superiore di almeno 50 mila. Ma soprattutto:
3) che si è abbassata molto la propensione a partecipare alle elezioni. Meno 4 per cento alle più partecipate, quelle della Camera (tra il 2006 e il 2008). Alle europee 2009 a Milano ci furono 623 mila voti validi, l’anno dopo, cioè quest’anno alle regionali solo 589 mila. A tutto questo si aggiunga che:
4) i seggi stavolta chiudevano alle 20 anzichè alle 22 e che c’è stata maggior severità nel controllo della corrispondenza tra residenza e seggio (ovvero elettori respinti).

Nonostante tutti questi cali ha partecipato alle primarie un numero di persone pari al 7,1 % degli iscritti alle liste elettorali, l’1,1 per cento in meno rispetto al gennaio 2006.

Si è poi aggiunto che Pisapia avrebbe vinto al centro mentre Boeri pareggiava o prevaleva nelle periferie. E le dimissioni nel Pd sembrano alludere anche all’ipotesi che la rete del Pd non si sia impegnata abbastanza a sostenere Boeri. Queste sono due affermazioni da rivedere.

Da un primo sguardo che ho potuto dare ai risultati dei seggi emerge che Pisapia ha prevalso nella misura in cui è stata più alta la partecipazione e viceversa. Ovvero in quasi tutti i seggi in cui han partecipato più elettori – di quella che è stata la media cittadina di partecipazione – ha vinto Pisapia con più netto vantaggio. Non solo nel centro storico, dove anzi è stato il relativamente buono risultato di Onida (20%) a trainare la partecipazione alta. Nelle periferie la media di partecipazione è stata più bassa e quindi il risultato di Boeri migliore perchè più protetto dall’apparato del Pd. Unica eccezione – alla media bassa – il seggio sito nella Coperativa edilizia De Gradi con Boeri all’80%.

Ma a parte un paio di altre cooperative edilizie , anche nelle zone 7, 8 e 9 Pisapia ha vinto nei seggi in cui ha partecipato più dell’ 8,5% degli elettori. Se avesse partecipato più gente il vantaggio di Pisapia sarebbe stato ancora maggiore. Nonostante il dissenso attivo di illustri suoi consiglieri comunali e altri esponenti che si sono battuti per Pisapia, il grosso del Pd ha fatto quel che poteva per Boeri. Non si capisce perchè crocifiggerlo o crocifiggersi , tanto più che i toni e i contenuti della campagna di Boeri sono stati tra i più avanzati che si ricordino in casa Pd (per esempio rispetto a Penati). A meno di non partire da un presupposto a mio parere inaccettabile, ovvero che il Pd – e magari addirittura il centro sinistra – si debbano sentire male se vince un candidato diverso da quello sponsorizzato dai dem.

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