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Filippo Rossi Filippo Rossi

Filippo Rossi

Direttore artistico Caffeina Festival

Il primo motivo vero di affinità con Il Fatto è che sono alto quanto Peter Gomez. E quelli alti più di un metro e novanta hanno il vizio genetico di guardare il mondo da un altro punto di vista. Non è una qualità, è un dato di fatto. Ormai diversi anni fa ho scritto insieme a Luciano Lanna il dizionario sull’immaginario della destra italiana “Fascisti Immaginari”. Sono direttore artistico del mondo Caffeina: nata a Viterbo come festival culturale più di dieci anni fa, oggi Caffeina è anche un teatro-libreria, un festival di politica (Lezioni di democrazia), un Emporio letterario a Pienza, un villaggio natalizio… Se dovessi rispondere a bruciapelo sulla mia professione risponderei “operatore culturale”. Lo so, non è un granché originale ma è la definizione che più mi si attaglia per carattere. Qualcuno di me dice che io sia soprattutto un folle visionario: forse perché, da laico impenitente, preferisco costruire contenitori piuttosto che fissarmi su contenuti che, alla fine dei conti, mi sembrano sempre troppo dogmatici. E il mondo Caffeina altro non è che il miglior frutto del semplice gioco di una follia che costruisce ponti e non erige muri. È forse per questo che mi ritengo un militante di una destra che non c’è, una buona destra che niente ha a che fare con la destra oggi dominante.

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