Milano, 6 apr. (Adnkronos) - La Life Support di Emergency ha chiesto al centro di coordinamento del soccorso marittimo (Mrcc) di avere un porto di riparo o un Pos più vicino del porto assegnato di Ancona "a causa del drastico peggioramento delle condizioni del mare". Domenico Pugliese, comandante della Life Support, spiega: “Siamo in navigazione con 215 persone soccorse ieri in tre distinti interventi nelle acque internazionali della Sar libica. A causa delle previsioni in peggioramento delle condizioni meteo con mare forza 7 da nord est nel tratto di mare che dovremo percorrere per arrivare ad Ancona, abbiamo chiesto alle autorità di assegnarci un porto di riparo oppure un porto di sbarco più vicino”.
L’Mrcc, fa sapere Emergency, "non ha finora accolto la richiesta di assegnazione di un Pos più vicino. Per salvaguardare le condizioni dei naufraghi a bordo, un’altra opzione praticabile sarebbe sbarcare tutte le persone soccorse direttamente a Siracusa, dove la Life Support sta facendo rotta per trasbordare 44 dei naufraghi, individuati tra i più vulnerabili, a un mezzo della guardia costiera". "In quanto naufraghi, tutte le persone soccorse in mare sono vulnerabili e vanno sbarcate in porto sicuro il prima possibile così che possano avere prima possibile accesso a servizi essenziali, come cure mediche e supporto psicologico, o la richiesta di asilo", osserva Emergency. "Vogliamo evitare - continua Emergency - alle persone soccorse quattro giorni di navigazione con onde alte anche fino a tre metri per risparmiare loro ulteriori sofferenze oltre a quelle già vissute nei Paesi di origine e di transito e durante il lungo viaggio".
“Molte di loro quando le abbiamo soccorse e portate a bordo della Life Support erano deboli e disidratate - dichiara Marilena Silvetti, medical team leader della Life Support - altre hanno riportato ustioni chimiche dovute al contatto con una miscela di carburante e acqua di mare, tante sono già molto provate dal viaggio e con il meteo in peggioramento aumenteranno i casi di mal di mare”.
Intanto Mediterranea Saving Humans ha comunicato che "oggi verso le ore 16 la barca del soccorso civile Safira di Mediterranea Saving Humans ha svolto con successo una operazione di soccorso di 28 persone, tra cui 12 minori, che erano alla deriva in zona sar Tunisia, dopo essere partiti dalla costa libica di Sabratha. Le persone sono state messe in salvo dai rescue team di Mediterranea, dopo che il motore dell’imbarcazione ha preso fuoco. Le autorità sono state tutte prontamente avvertite dal comando di bordo".
"L’avvistamento della barca alla deriva - prosegue la nota dell'associazione - è avvenuto durante le operazioni di ricerca avviate fin dalle 9 di questa mattina nella zona, dopo che l’equipaggio aveva scorto un corpo senza vita poi scomparso nel mare, e chiari segni di naufragio di una barca in legno. Anche in questo caso - continua Mediterranea - sono state allertate guardia costiera e Mrcc italiani".
"Le persone soccorse, tutti profughi in fuga dalla Libia, sono di varie nazionalità dell’Africa subsahariana e occidentale. Erano in mare da 52 ore, completamente stremati. Il team medico di bordo si sta prendendo cura di loro", conclude Mediterranea Saving Humans.