A Bisceglie, l’educazione civica, i bambini delle scuole Caputi e De Amicis la fanno in Caritas. Dalla teoria alla pratica. Dal leggere sul libro gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile al viverla. Dal parlare in classe di spreco al toccare con mano quanto il cibo o i vestiti siano preziosi per gli altri. Li hanno chiamati i Lunedì in Caritas, ma quelle giornate trascorse nel laboratorio RecuperiAMOci a scegliere i mandarini dall’aspetto migliore, o nell’emporio eco-solidale ad aiutare le volontarie a separare i vestiti tra quelli in buono stato e quelli da scartare, sono valse un anno intero di lezioni di educazione alla cittadinanza.

Il progetto “Avanguardie educative: Dentro/fuori la scuola – Service Learning”, realizzato in collaborazione con l’università di Bari, ha visto protagonisti i bambini tra i 6 e gli 8 anni delle elementari Caputi accompagnati dalle insegnanti Anna Ricchiuti e Angela Valente. Allo stesso modo la De Amicis ha chiamato la sua esperienza in Caritas “Scoolfood: Per un futuro di tutto rispetto”.

Al di là dei bei titoli e delle etichette, centinaia di bambini, compresi quelli più piccoli dell’infanzia, hanno potuto toccare con mano quanto il disagio sociale sia un problema di tutti, non solo dei servizi sociali o delle associazioni. Un’azione di sensibilizzazione che Sergio Ruggeri, diacono responsabile della Caritas, e Marisa Cioce hanno voluto mettere in atto con la speranza che un giorno qualcuno di quei bambini diventi un volontario: “In ogni caso – spiega Ruggeri – siamo riusciti a far vivere un’esperienza che resterà indimenticabile e che è formativa a 360 gradi. E poi, chissà, che qualche genitore non venga a darci una mano”.

I bambini potuto constatare l’enorme quantità di prodotti alimentari quotidianamente ritirati dai mercati generali, dai supermercati, dai fruttivendoli, dai panifici, dai bar e da varie aziende attraverso volontari come Nardino, Maurizio, Leonardo e Francesco. Guanti alle mani, gli allievi hanno “pulito” la verdura delle foglie esterne non più commestibili e constatato come possa essere ancora utilizzata per poi depositarla in cassette che altri volontari nel pomeriggio porzionano e distribuiscono alle circa settanta famiglie che ogni giorno si affacciano allo sportello.

A parlare di economia circolare ci hanno pensato nei fatti le due cuoche Angela e Andreina Sinigaglia che i bambini hanno visto spadellare carne e verdure “recuperate”, offerte a coloro che non hanno neppure la possibilità di cucinare. All’emporio eco-solidale, i ragazzi hanno scandagliato con le volontarie gli indumenti smessi portati in Caritas, scelto la taglia e il genere di appartenenza per poi piegarli e sistemarli negli scaffali.

Nella sartoria Storie&stoffe i bambini della Caputi si sono cimentati con ago e filo per attaccare bottoni o nastrini, hanno realizzato, con l’apposita macchina e ritagli di stoffe, decorazioni da attaccare sulle tovagliette che hanno portato a scuola come “ricordo” del laboratorio. Ma non solo. I piccoli “ospiti” hanno potuto vedere il servizio docce utilizzato dai tanti che non l’hanno perché privi di un’abitazione e l’alloggio sociale Casa Barbiana che accoglie quanti sono senza un tetto e in situazione di disagio.

“Come Caritas – spiega Ruggieri – siamo contenti di queste visite perché riteniamo che l’educazione al consumo critico e la lotta allo spreco, di qualunque tipo esso sia, se iniziato sin da piccoli, può essere molto efficace nella formazione di un cittadino attento anche alle necessità dei più diseredati. È scopo primario della Caritas la sua attività pedagogica, rivolta a tutta la comunità, perché sia sempre una comunità solidale e si faccia carico delle persone in situazione di povertà, a volte frutto della stessa società”.

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