Televisione

Roby Facchinetti racconta a Verissimo la depressione: “Sono stato molto male, mi sono fatto aiutare. Da solo non puoi farcela”

Il musicista presenta nel programma di Canale 5 l'autobiografia “Che spettacolo è la vita” e racconta le pagine più buie della propria esistenza

di Emanuele Corbo
Roby Facchinetti racconta a Verissimo la depressione: “Sono stato molto male, mi sono fatto aiutare. Da solo non puoi farcela”

“La nostra storia ci ha regalato veramente tanto, però ha tolto anche tanto”. Roby Facchinetti si racconta a Verissimo per presentare l’autobiografia “Che spettacolo è la vita”. Tra le pagine del libro, oltre ai ricordi d’infanzia e quelli legati alla famiglia, anche la storia con i Pooh. Il successo con la band ha permesso a Facchinetti e soci di conquistare traguardi che neanche immaginavano di poter raggiungere, ma ci sono stati anche momenti difficili, come la scomparsa di Valerio Negrini (paroliere del gruppo) avvenuta nel 2013 e quella di Stefano D’Orazio nel 2020.

Nel salotto di Silvia Toffanin il musicista ricorda i due amici e colleghi: “Prima Valerio, poeta che ha scritto pagine di poesia straordinarie, è sempre stato molto difficile pensare che non esista più, siamo rimasti senza parole, come raccontiamo sempre. E poi Stefano, con cui abbiamo vissuto 43 anni insieme, una persona straordinaria. Ha dedicato veramente tutta la sua vita alla band, noi siamo riusciti a costruirci delle famiglie, lui invece ha lavorato solo per noi”.

In particolare la morte di Negrini ha avuto pesanti ripercussioni su Facchinetti che è arrivato a sperimentare la depressione, un incubo dal quale è riuscito a venir fuori chiedendo aiuto. Il loro legame era molto forte, anche dal punto di vista professionale: “Lui autore, io compositore, c’era un’intesa… abbiamo fatto dei brani straordinari”.

Con queste parole Roby racconta la dipartita dell’artista: “Quando ho ricevuto la telefonata della moglie avevo capito subito cosa era accaduto, io non volevo accettare questo ‘mai più’. Era una cosa che non pensi, non immagini che un tuo fratello possa un giorno non esserci più, io avevo due anni più di lui, sarebbe stato più normale che me ne fossi andato io, meritava lui di vivere più di me”. Un lutto che lo ha profondamente segnato: “Sono stato veramente molto male, sono entrato in quel mondo dal quale è veramente molto difficile uscire, non sai cosa fare, mi sono fatto aiutare, perché quando accadono certe cose da solo non puoi pretendere di farcela. Ne sono uscito, ma è stata davvero molto dura”.

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