Un dominio. Si può descrivere solo così questa nuova vittoria di Jannik Sinner contro Daniil Medvedev nella semifinale di Miami. L’azzurro mette in mostra la sua migliore versione e supera il russo, numero 4 del mondo, con il punteggio di 6-1 6-2, conquistando per la terza volta in carriera la finale del Masters 1000 che si gioca in Florida. Un traguardo che consente all’altoatesino di tornare all’ultimo atto del torneo a distanza di un anno, dandogli una nuova occasione di alzare un trofeo che gli è sfuggito nel 2021 e, appunto, nel 2023, rispettivamente contro Hubert Hurkacz e proprio Medvedev. Per il russo invece si tratta dell’ennesima delusione arrivata per mano dell’azzurro, con l’ultima gioia che fu proprio in Florida lo scorso anno. Da allora ha perso 5 volte consecutive nei faccia a faccia.

Ora Sinner andrà alla caccia del titolo numero 13 in carriera, il terzo in questo 2024 (dopo gli Australian Open e Rotterdam) e del secondo Masters 1000. Oltre a questi numeri c’è anche altro in palio: il numero 2 del mondo. Questa finale conquistata a Miami rappresenta una grandissima dimostrazione di forza e appunto concede a Sinner la possibilità di scrivere una nuova, inedita, pagina per il tennis italiano. In caso di titolo infatti l’azzurro scavalcherà in classifica Atp Carlos Alcaraz, fermato nei quarti di finale dalla migliore versione di Grigor Dimitrov negli ultimi 6 anni. Una posizione che, se venisse raggiunta, non farebbe altro che rafforzare un record italiano già saldamente nelle sue mani, dando all’altoatesino un slancio ulteriore verso la stagione sulla terra rossa.

In attesa della finale di domenica, cosa lascia questa semifinale contro Medvedev? Una conferma definitiva riguardo al sovvertimento di una rivalità. Nell’arco di appena sei mesi la competizione con il russo è stata stravolta, con Sinner che è riuscito a trovare quella chiave di volta necessaria per cambiare una tendenza che aveva assunto le sembianze di un incubo sportivo. Da ottobre ad oggi infatti l’azzurro ha battuto cinque consecutive Medvedev, dopo aver perso i primi sei incroci in carriera (tra cui ben due delle quattro finali perse in carriera). Dalla finale di Pechino, il russo è passato da essere un tabù irrisolvibile a un big disinnescato, dominato.

Questi 600 punti raccolti a Miami spingono Sinner momentaneamente a 8.360 punti, a meno di 1.500 dalla vetta del ranking occupata ancora da Novak Djokovic. Una vetta che invece diventa sempre più salda nella Race. Qui Sinner è a quota 3.550 punti, esattamente mille in più del secondo classificato, ovvero Medvedev. Un primato che è il prodotto delle 21 vittorie su 22 partite disputate in stagione fino a questo momento.

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