Sfuriata dell’ex magistrato Antonio Di Pietro, nel corso di Tagadà (La7), alla conduttrice della trasmissione Tiziana Panella sull’intervista rilasciata dall’ex ministro Rino Formica lo scorso 18 febbraio al Corriere della Sera, in cui l’esponente socialista ha rivelato che i servizi segreti spiavano il traffico telefonico di magistrati di Mani Pulite. Delle parole di Formica Di Pietro ha parlato nella puntata del 20 febbraio de La Confessione di Peter Gomez, su Rai Tre.

Il tema del dibattito a Tagadà è il caso del generale Roberto Vannacci, per il quale il leader della Lega Matteo Salvini ha gridato all'”inchiesta a orologeria“. Interpellato sull’argomento, Di Pietro fa una premessa e un distinguo: “Le inchieste a orologeria sono altre. Vorrei ricordare a lei e a chi ci ascolta quello che ha detto l’ex ministro del governo Craxi, Rino Formica. E nessuno ne parla, come se non fosse successo niente, quando invece io credo che sia stato un attentato agli organi costituzionali dello Stato. È un fatto gravissimo che viene fuori dopo 30 anni e Formica se ne vanta pure. Ecco, questa è una inchiesta a orologeria. Quella di Vannacci no, non mischiamo il grano con il loglio”.
Circa Vannacci, l’ex ministro sottolinea che il diritto di espressione è un diritto costituzionale, ma c’è anche il dovere del ruolo di un generale. E stigmatizza duramente le affermazioni del militare su Paola Egonu.

Panella poi si rivolge al giornalista de La Verità, Carlo Cambi, per avere un parere sul caso Vannacci, ma Di Pietro insorge: “Lei però fa finta di non aver sentito quello che ho detto. La invito in questa trasmissione a riflettere su quello che ha detto Formica qualche settimana fa: il pool di Mani Pulite veniva intercettato da coloro che erano sotto inchiesta su ordine del presidente del Consiglio. Questo è grave, non queste cavolate di cui stiamo parlando adesso”.
“L’ho sentito, Di Pietro – ribatte la conduttrice – Lei dovrebbe conoscermi abbastanza bene da sapere che non solo l’ho sentito, ma che cercheremo di capire questo argomento e ci torneremo. Però l’ha detto lei, che devo fare io?”.
“Lei ne ha mai parlato finora?”, ribadisce Di Pietro.
No, mi vuole crocifiggere? – risponde Panella – Lei ha ragione, io non ne ho mai parlato, ma mi impegno a parlarne”.
Si inserisce il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che sovrappone la sua voce ai due duellanti, improvvisando un’arringa contro Mani Pulite, pur facendo i complimenti all’ex magistrato “per la sua vis polemica e la sua passione”.

Di Pietro continua a rivolgersi alla conduttrice: “Lei si rende conto che se non ci metto la faccia io, nessuno ne parla qua? Tutti fanno finta di niente. Sa cosa ha detto Formica? Che tutte quelle informazioni su noi magistrati del Pool Mani Pulite sono state date ad Amato. E Amato è ancora vivo. Perché non viene chiamato dal Copasir e dalla Commissione Antimafia a rispondere di quello che ha fatto? Questa è la gravità di questa storia: ogni volta che si arriva al potere vero si viene fermati“.
Tiziana Panella dà poi la parola a Sisto, nonostante inizialmente avrebbe dovuto parlare Cambi. E il senatore di Forza Italia ribadisce le sue critiche ritrite a Mani Pulite, scatenando nei minuti successivi la protesta del deputato di Avs Angelo Bonelli, che difende i magistrati e rinfaccia al viceministro l’operazione di svilimento della giustizia condotta da Nordio e dal governo Meloni.

In questa cosmica bagarre, però, Di Pietro ha problemi di ricezione dell’audio e, mentre parla Sisto, gesticola e protesta: “Troppo bello spegnermi la ricezione audio. Vi ricordo che Amato è ancora vivo, tanto lo so che mi state ascoltando”.
La conduttrice prima rimprovera l’ex magistrato per le interruzioni tacciandolo di essere ‘mal disposto’, poi si accorge che effettivamente Di Pietro non riesce a sentire il dibattito in studio per problemi tecnici. E commenta ironicamente: “Non ci posso credere, sembra che sia stato fatto apposta”.
Poi promette a Di Pietro, il quale nel frattempo si è tolto anche il microfono, che il tema sulle gravi parole di Formica verrà affrontato prossimamente nella trasmissione.

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