“Queste elezioni in Sardegna sono state un bel pestone per il governo e per la Meloni. Lasciamo perdere Salvini, ma questa è la prima volta in cui il centrodestra si fa male, il che era una specialità del centrosinistra. Questa volta, insomma, si sono massacrati con le loro stesse mani e quindi cresce la debolezza di questo governo e della coalizione del centrodestra, perché se perdono anche le regionali in Abruzzo è difficile che evitino una crisi al loro interno”. Sono le parole pronunciate a L’aria che tira (La7) dal filosofo Massimo Cacciari che analizza la débâcle del centrodestra alle elezioni regionali della Sardegna e la vittoria della coalizione Pd-M5s-Avs, sulla quale osserva: “È riuscita per la prima volta a fare la mossa tattica giusta, quella che avrebbe dovuto combinare almeno da 3 anni. Per la prima volta hanno capito come giocare la partita e hanno fatto qualcosa di non stupido“.

Cacciari commenta poi amaramente il recital tenuto da Giorgia Meloni nell’ultimo giorno della campagna elettorale del centrodestra in Sardegna: “Innanzitutto è sempre pericoloso per i premier partecipare in modo così diretto a elezioni locali. In secondo luogo, per questo paese non è epoca di show o di retoriche comiziesche di questo genere. La gente è davvero preoccupata, va in cerca di serietà e credeva di averla trovata nella Meloni, tra l’altro, perché lei nelle politiche si è presentata con una veste ben diversa da questo show”.
E aggiunge: “La Meloni deve stare molto attenta, perché Fratelli d’Italia pochi anni fa era al 4% e non ci si mette niente a tornarci. Il consenso è talmente fragile, infondato, indirizzato a a forze politiche disossate e a gruppi dirigenti nulli, che come viene va via. Pensiamo a Renzi e a Salvini. La Meloni non crederà mica che avrà il 30% assicurato. Quindi, governi bene e faccia meno show. E stia attenta anche all’importante segnale dato in Sardegna da Pd e M5s”.

Il filosofo, infine, risponde al conduttore David Parenzo su chi, tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, traina il centrosinistra: “Nel momento in cui si mettono a discutere su chi sia il leader tra loro due, hanno finito anche di giocare decentemente la partita. Schlein e Conte devono essere una coppia. Se riescono a funzionare come una coppia che va d’accordo, risultano anche simpatici e c’è pure il rischio che prendano voti. Non si mettano in testa di diventare qualcosa di unico o di vedere chi sia il leader, né facciano gli errori che stanno commettendo Meloni e Salvini. Facciano la coppia che va d’accordo“.

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