Voleva “zittire” o “condizionare” l’attività giornalistica di Vincenzo Iurillo, “inducendolo ad astenersi” dallo scrivere articoli su di lui perché “suscettibili di compromettere ulteriormente i propri interessi professionali”. Con questa motivazione la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, Emanuela Cozzitorto, ha ordinato l’arresto, ai domiciliari, di Salvatore Langellotto, pluripregiudicato anche per reati di criminalità organizzata, con l’accusa di atti persecutori nei confronti del giornalista, nostro collega. Al termine dell’inchiesta della procura guidata da Nunzio Fragliasso e condotta dalla polizia di Sorrento agli ordini del dirigente Nicola Donadio, il giudice ha stabilito che l’imprenditore – già arrestato lo scorso 26 gennaio per altri reati – abbia tenuto una condotta persecutoria finalizzata a intimorirlo. Un vero e proprio stalking.

La vicenda era iniziata nell’aprile dello scorso anno, quando – come ricostruito dalla procura – Langellotto aveva “minacciato” Iurillo “intimandogli di stare attento a ciò che scriveva”. A ottobre era quindi tornato alla carica dicendogli: “Eccolo lo scrittore, ma agli scrittori certe volte tagliano la testa”. Lo scorso gennaio, quando Le Iene erano andate a Sant’Agnello per raccontare della benedizione sul sagrato della chiesa dei camion dell’imprenditore, Langellotto aveva quindi affermato al telefono con l’inviato della trasmissione Giulio Golia: “Dite al buon Iurillo che pensasse ai guai suoi, ai suoi scheletri nell’armadio e a chi era socio suo padre”. Non contento, tre giorni dopo, ha ricostruito la procura, aveva inseguito il giornalista insieme ad altre due persone dentro una farmacia del paese. Iurillo aveva chiamato la polizia: solo all’arrivo degli agenti, spiega la procura, Langellotto “si sarebbe allontanato”.

Nel corso dell’inchiesta, i magistrati hanno raccolto “dichiarazioni di persone informate sui fatti” e hanno analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza, oltre ad acquisire le immagini della trasmissione di Mediaset. “La condotta persecutoria di Langellotto nei confronti del giornalista – scrive la procura – sarebbe da collegare agli articoli di stampa da questi pubblicati in merito all’aggressione commessa ai danni del presidenti del Wwf Terre del Tirreno dal Langellotto nonché dall’inchiesta giornalistica” dello stesso Iurillo, per il quale è stata disposta da giorni la vigilanza della polizia, “relativa alla vicenda della benedizione dei camion della ditta riconducibile al Langellotto da parte del parroco di Sant’Agnello”, avvenuta lo scorso 30 dicembre.

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