Eppure c’è anche chi una patrimoniale sulle grandi ricchezze la invoca a gran voce. E si stratta proprio di chi dovrebbe pagarla. 260 tra milionari e miliardari di tutto il mondo hanno firmato una lettera indirizzata ai leader politici presenti al World Economic Forum di Davos. “Saremmo orgogliosi di pagare più tasse”, scrivono alcune tra le persone più ricche del mondo. Del resto, stando ad un sondaggio citato dai mittenti e condotto tra 2.300 persone di paesi G20 con patrimonio di oltre un milione di dollari (case escluse), tre quarti degli interpellati sono a favore di maggior tasse sui patrimonio e la metà è convinta che l’accumularsi di ricchezze astronomiche in capo a singoli individui sia un pericolo per le democrazie. La ricerca è stata inclusa nel rapporto “Proud to Pay More“, pubblicato insieme alla lettera, in cui alcune delle persone più ricche al mondo spiegano le loro motivazioni a sostegno di un maggior prelievo fiscale. Un’iniziativa frutto del coordinamento tra le associazioni Patriotic Millionaires, Patriotic Millionaires UK, taxmenow, Millionaires For Humanity ed Oxfam.

Nel rapporto si legge di come esista una evidente “esigenza sociale, economica, ecologica, intergenerazionale e democratica di affrontare l’estrema disuguaglianza economica. Eppure i leader politici non sono riusciti ad adottare la soluzione più semplice: aumentare le tasse sugli ultra-ricchi. Questa è una scelta politica”. Si ricorda poi come molti paesi abbiano tassazioni irrisorie sulle successioni mentre nei prossimi 20 anni un migliaio di miliardari trasferiranno ai loro eredo patrimoni per oltre 5mila miliardi di dollari. Sono solo tre i paesi del G20 che tassano i redditi da capitale più dei redditi da lavoro. Come emerge da una ricerca di Oxfam per ogni dollaro di tasse a livello globale, appena 4 centesimi derivano da imposte sui patrimoni. Inoltre, rammenta il documento, l’1% più ricco della popolazione globale produce più emissioni di C02 del 66% meno abbiente.

Alla luce di queste considerazione il 74% degli intervistati nel sondaggio è a favore di aumento delle tasse sulla ricchezza per contribuire ad affrontare la crisi del costo della vita e migliorare i servizi pubblici. Il 75% sostiene l’introduzione di un’imposta patrimoniale del 2% sui miliardari. Il 58% sostiene l’introduzione di un’imposta sul patrimonio del 2% per le persone con più di 10 milioni di dollari. Tra le testimonianze raccolte nel rapporto spicca quella di Abigail Disney, regista di documentari, attivista e membro della famiglia Disney. “Nel corso della storia, il diffondersi del malcontento ha inevitabilmente portato a rivolte e violenza, oggi le masse si rivolgono alle forze politiche populiste che crescono in tutto il mondo” sottolinea aggiungendo “Eppure conosciamo la soluzione per salvaguardare le nostre istituzioni democratiche ed evitare rotture traumatiche: tassare la ricchezza estrema. Ciò che manca è la forza politica per farlo. Ormai anche milionari e miliardari come me dicono che il momento è arrivato e le élite riunite a Davos devono prenderne atto”.

“I miliardari stanno sfruttando la loro immensa ricchezza per accumulare potere e influenza politica, minando così le democrazia e la stessa economia globale. È tempo di agire. Se la classe politica non affronta il tema di una eccessiva concentrazione di denaro e potere, le conseguenze saranno disastrose”, dice invece l’attore e vincitore dei Golden Globe Brian Cox, che interpreta Logan Roy nella serie di HBO Succession. Infine Marlene Engelhorn, ereditiera austriaca e co fondatrice di taxmenow: “ Il 2024 ptrebbe segnare davvero l’inizio di un cambiamento se i paesi del G20 decidessero di prendere sul serio la possibilità di alzare le tasse a persone come me. Con l’avanzata del populismo e immense ricchezze che passano di mano in mano, non possiamo perdere altro tempo senza renderci conto dei rischi che questo comporta per la democrazia”.

Il Fatto è partner di Oxfam nella campagna di raccolta firme per chiedere l’introduzione nell’Unione Europea di un’imposta sui grandi patrimoni. Qui il link al sito La Grande Ricchezza da cui è possibile aderire

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