“Ho puntato dei soldi, questo è vero, ma mai sul calcio: solo su altri giochi, tra cui la roulette”. Alessandro Florenzi ammette in un colloquio di poco più di un’ora davanti agli inquirenti della procura di Torino di aver fatto scommesse, ma nega di aver mai puntato sulle partite di calcio. Il difensore del Milan è comparso davanti alla pm Emanuele Pedrotta e agli investigatori della squadra mobile in qualità di indagato accompagnato dai legali Gianluca Tognozzi e Antonio Conte.

“Ha chiarito la propria posizione – affermano gli avvocati – riconoscendo di avere giocato su piattaforme non autorizzate ma ribadendo la sua assoluta estraneità a qualsiasi tipo di scommessa sul calcio: del resto non sono emersi indizi o contestazioni in tal senso”. Dal procedimento per il reato per cui è finito sotto inchiesta – l’esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa – si può uscire versando una somma di denaro a titolo di oblazione.

Si tratta del quarto giocatore che finisce indagato per lo stesso motivo dopo Nicolò Fagioli, Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo. Non si sa però su quanti altri gli inquirenti torinesi abbiano acceso un faro: il difensore del Milan è citato in una delle chat acquisite nelle scorse settimane e lo screening delle conversazioni, insieme all’analisi dei dati informatici e all’incrocio delle diverse testimonianze, sta proseguendo. Tutto insomma lascia pensare che il fenomeno non sia limitato a qualche clamoroso caso singolo di ludopatia.

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