“Come impatterà la strage nell’ospedale di Gaza sul dibattito italiano? Credo che peggiorarlo sia difficile, perché peggio di così non resta che scavare. Il fondo lo abbiamo già toccato ampiamente”. Così a Otto e mezzo (La7) il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, commenta la polarizzazione dell’opinione pubblica italiana, anche fomentata da certa politica e da una parte della stampa, sulla tragedia israelo-palestinese.

Travaglio spiega: “È un fenomeno tutto italiano che si ripete paro paro dai tempi dell’obbligo vaccinale Io, con 3 dosi di vaccino anti-Covid e col vaccino anti-influenzale, passavo per no vax perché ero contro l’obbligo. Poi abbiamo ritrovato lo stesso fanatismo sulla guerra in Ucraina: chiunque spiegasse che non era cominciata nel 2022 ma che c’erano stati 8 anni di guerra civile veniva bollato come un putiniano. Adesso – continua – c’è una caccia spasmodica a trovare qualche fan o qualche quinta colonna di Hamas in Italia, quando in realtà siamo un paese pacifico dove non c’è nessuno che spasima o tifa per Hamas o che lo giustifichi o che vuole distruggere Israele”.

Il direttore del Fatto menziona il sondaggio dell’istituto demoscopico Noto che è stato pubblicato su molti quotidiani nazionali e che senza menzionare i palestinesi riportava il seguente quesito: “Sei a favore di Israele o di Hamas?”. Travaglio sottolinea: “È un dibattito completamente falsato, anche perché si pretende non soltanto da qualche svalvolato ma anche da insigni intellettuali e firme di grandi giornali un intruppamento in una delle due curve ultrà. Io – aggiunge – sto scrivendo una cronaca a puntate del conflitto israelo-palestinese sul Fatto Quotidiano e oggi pubblichiamo la quarta puntata. L’idea che si possano schiacciare e imprigionare questi temi in un derby Milan-Inter o Juve-Toro o Roma-Lazio è assurda”.

E conclude: “A questo si è ridotto purtroppo il nostro dibattito cavernicolo, con le liste di proscrizione che prima erano sui “putiniani”, tra cui c’eravamo io e Lucio Caracciolo. Adesso c’è la lista dei tifosi di Hamas con l’ex ambasciatrice Basile o il professor Orsini, che ormai si porta su tutto – chiosa – È sempre la stessa storia ma è una caricatura. Il nostro lavoro è quello di approfondire, di analizzare, di distinguere e soprattutto di evitare il moralismo, perché non c’è nessuno che può fare la morale a nessuno”.

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