Un filmato celebrativo che riassume i suoi successi da giocatore e allenatore. Poi la foto di rito con il numero uno della Federazione calcistica dell’Asia meridionale, Yasser Al Misehal: Roberto Mancini sorride mentre tiene alta la maglietta della nazionale griffata “Mancini 2027”. La sua avventura come ct dell’Arabia Saudita è ufficialmente iniziata. All’indomani dell’annuncio ufficiale, la Federcalcio locale ha presentato il nuovo tecnico alla stampa. “Non sono un mago”, mette le mani avanti l’allenatore, ma è orgoglioso, fiducioso e ottimista per questo nuovo capitolo della sua carriera. Con queste premesse, è convinto, la nazionale saudita potrà raggiungere grandi risultati. Un Mancini entusiasta che in conferenza decide di non parlare del suo burrascoso addio all’azzurro, innescato con la Pec recapitata il 13 agosto alla Figc. Ma in un passaggio ci tiene a chiarire che i primi contatti con la Federcalcio saudita risalgono “a metà agosto”. Una risposta a chi ipotizza che la trattativa con Riad fosse avviata da tempo.

Mancini ha ringraziato per la scelta, dichiarandosi “orgoglioso” della nomina alla guida dei Figli del Deserto. Nessuna preoccupazione, ha assicurato, per essere arrivato a pochi giorni dall’esordio, l’amichevole dell’8 settembre a Newcastle con la Costa Rica: “Nel nostro lavoro è sempre difficile perché tutto può cambiare in ogni momento. Quando ho iniziato con l’Italia, ho preso la squadra tre giorni prima di giocare proprio contro l’Arabia”, ha spiegato. “È vero che conoscevo già i giocatori, ma i prossimi dieci giorni saranno molto importanti e già negli ultimi ho visto tanti video di giocatori. Dobbiamo lavorare tanto, ma abbiamo abbastanza tempo”.

Quindi ha spiegato il motivo dell’assenza dei membri del suo staff (secondo indiscrezioni di stampa, alcuni stanno ancora riflettendo se accettare o no il trasferimento): “È normale che alcuni di loro non sapessero di questa situazione, in questo momento devono risolvere delle situazioni in Italia. Ma siamo abbastanza per iniziare, gli altri ci raggiungeranno. Conosciamo già la squadra, abbiamo visto le partite dei Mondiali, ci sono diversi giocatori interessanti”. Idee chiare su cosa lo aspetta nella nuova avventura: “Non sono un mago, l’unico modo che conosco per migliorare è lavorare. Vogliamo provare a vincere qualcosa di importante. Il ct Renard ha fatto un ottimo lavoro, cercheremo di far migliorare ulteriormente i giocatori. Le convocazioni? In Italia non abbiamo solo tre giocatori da scegliere per ogni squadra”, il fatto che ci siano tre sauditi in ogni team “è una buona cosa per noi, avremo tempo per seguirli”, ha spiegato.

“Crediamo molto nei giovani talenti, sappiamo che nell’Under21 ci sono tanti giocatori interessanti. Vogliamo investire su di loro per il futuro di questo Paese. I giocatori qui sono migliorati molto negli ultimi anni, è una buona squadra, forse la migliore in Asia. Ma bisogna lavorare e servirà una buona atmosfera”. Primo obiettivo, “vincere la Coppa d’Asia“, al via in Qatar a gennaio. Un titolo che ai sauditi manca da 27 anni. “Ora abbiamo delle amichevoli e partite di qualificazione per i Mondiali, poi 20 giorni per prepararci. Ci sono molte squadre forti, Giappone, Corea del Sud, Australia. Ma andiamo a giocare per vincere”.

E a dare una mano a Mancini, a suo giudizio, anche l’arrivo delle tante stelle straniere nella Saudi Pro League: “È positivo, possono aiutare ad alzare il livello dei giocatori sauditi. È successo anche in Italia tanti anni fa, con l’arrivo di tanti stranieri forti”. E mentre in Arabia lo jesino si prepara ai primi impegni, nella sua terra di origine non si placa la polemica per il “tradimento”. Il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, chiede alla Regione Marche “di recedere dal contratto che vede Mancini nostro testimonial turistico e di sostituirlo con Gianmarco Tamberi”, fresco dell’oro conquistato ai Mondiali. “Abbiamo bisogno di messaggi e testimonial positivi e unificanti, non divisivi“. Il governatore marchigiano Francesco Acquaroli, però, getta acqua sul fuoco: “Non sta a me addentrarmi in giudizi che non mi competono e che non riguardano il rapporto tra la Regione e Mancini, che continuerà anche in futuro, su nuove strategie di promozione mirate oggi più che mai anche ai mercati esteri”.

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