Il flusso non si arresta, anzi aumenta. Il numero degli sbarchi di migranti cresce ed è in linea di fatto con quello del 2016 (governo Renzi). Dopo l’arrivo di 357 persone, che erano a bordo di altri 10 barchini soccorsi dalla Capitaneria di porto e dalla Guardia di finanza al largo di Lampedusa, sull’isola, a partire dalla mezzanotte, ci sono stati 45 approdi. Si tratta del numero massimo; fino a oggi era di 43 sbarchi in 24 ore, in totale 1.589 persone. All’hotspot ci sono 2.882 ospiti ed è ormai noto che la capienza massima prevista è di poco meno di 400. Sulle ultime dieci barche, partite da Sfax, Kerkennah, Chebba in Tunisia e da Zuara in Libia, c’erano da 18 a 71 tra tunisini, ivoriani, burkinabè, egiziani, eritrei, egiziani, ghanesi, malesi, nigeriani, liberiani e sudanesi. Di questi 101 migranti verranno imbarcati sul traghetto di linea Galaxy che all’alba di sabato approderà a Porto Empedocle. Per sabato la prefettura di Agrigento ha già disposto lo spostamento di altri 750 ospiti della struttura di primissima accoglienza. Secondo l’ultimo rapporto Frontex, gli sbarchi di migranti sulle coste italiane sono aumentati del 115% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, arrivando a superare, come confermano anche i dati più recenti del Viminale, i 100mila dall’inizio dell’anno.

Intanto il governo – messi da parte i proclami pre elettorali di blocchi navali e con una marcia indietro sul trattamento delle ong – studia un dl sicurezza che conterrà una stretta anche sul fronte delle espulsioni degli irregolari e sulla verifica dell’età dei migranti presunti minori. Nei giorni scorsi l’Associazione Nazionale dei Comuni ha lamentato l’impossibilità di garantire tutele sul sistema di accoglienza di minori stranieri non accompagnati, che al momento sono oltre 23mila in Italia, in maggioranza maschi e che hanno per la maggior parte 17, 16 e 15 anni. Sul fronte dei minori stranieri non accompagnati, nel nuovo decreto legge potrebbe arrivare una stretta sui controlli medici effettuati per stabilire l’età (dalla radiografia del polso ad altre verifiche anatomiche) di quei migranti appena sbarcati che durante le visite si dichiarano minorenni. Quindi un ‘tagliando’ sull’attuale legge Zampa, che stabilisce accertamenti ritenuti meno invasivi e secondo cui in caso di dubbio la persona debba essere considerata minore (potrebbe essere invece più discrezionale con le nuove misure). Intanto Bruxelles ha fatto sapere di essere “consapevole e continua a essere molto preoccupata per l’aumento degli arrivi nel Mediterraneo centrale e in particolare in Italia”. “La Commissione ha collaborato con le autorità italiane per contribuire a decongestionare l’hotspot di Lampedusa, in particolare attraverso l’assistenza di emergenza che consente il trasferimento aereo dei migranti vulnerabili dall’isola ad altre località del territorio italiano” ha assicurato la portavoce per gli Affari Interni, Anitta Hipper, interpellata dall’Ansa. Nessuno nega poi che l’Italia resti “sotto pressione” e dunque c’è la volontà di continuare ad assistere Roma “nell’affrontare le sfide migratorie”. Le agenzie pertinenti dell’Ue, Frontex, Agenzia dell’Unione Europea per l’Asilo (Euaa) ed Europol, hanno infatti dispiegato “450 persone in Italia”.

Per quanto riguarda l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati, il “riferimento” per la Commissione è la direttiva sulle condizioni di accoglienza, che contiene tutti i requisiti che devono essere garantiti dai quadri legislativi nazionali. L’Italia, infatti, può contare sui 520 milioni di euro del Fondo Asilo per l’accoglienza e i servizi correlati, come i mediatori culturali; i 315 milioni provenienti dallo Strumento per la gestione delle frontiere e la politica dei visti, per le operazioni di ricerca e salvataggio e la gestione degli hotspot; gli 83 milioni di euro del Fondo per la sicurezza interna, per la lotta al traffico di migranti e il sostegno alle vittime di violenza. “L’Italia sta beneficiando di 1,96 miliardi di aiuti Ue dal 2015”, nota la commissione. Sul fronte della solidarietà è poi attivo il Meccanismo di redistribuzione volontaria concordato nel giugno 2022 da 19 Stati membri e 4 Paesi associati a Schengen.

Ebbene. I numeri sono striminziti. “Attualmente (dati al 22 agosto), degli 8.000 impegni presi dagli Stati aderenti, sono state effettuate finora 2.548 ricollocazioni in totale da tutti i Paesi MED5, di cui 1.076 dall’Italia. Un numero significativo di impegni è stato reso disponibile, soprattutto da Germania e Francia, e altri trasferimenti sono in programma”, assicurano alla Commissione. L’idea, qui, è che a contare sia di più il processo in sé che i dati. Ovvero testare gli strumenti idonei, un domani, a mettere a terra quella solidarietà prevista dal nuovo Patto, sia che si tratti di finanziamenti o ricollocamenti veri e propri. Varsavia vuole tenere un referendum proprio nel giorno delle elezioni politiche per dire ‘no’. Ma c’è ben poco che può fare: i regolamenti chiave del Patto sono stati approvati rispettando i Trattati, che prevedono la maggioranza su questi temi. Detto questo, la strada per l’approvazione definitiva è ancora lunga ed è nelle mani di Spagna e Belgio, le due ultime presidenze prima delle elezioni europee.

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