Fra l’autunno del 2019 e l’inizio del 2020 i manager di Atlantia, sotto scacco per la minaccia di revoca delle concessioni, danno l’assalto al premier Giuseppe Conte e ai ministri del Movimento Cinque Stelle. Dopo l’estate del Papeete, la Lega è uscita dal Conte I, ed è stata sostituita dal Pd e dal Movimento Cinque Stelle. Dalla nuova compagine di governo è stato escluso Danilo Toninelli, tra i più strenui sostenitori della revoca. Il garante del programma condiviso, per i Dem, è l’ex ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, sul quale i manager di Atlantia, come si capisce dalle intercettazioni, contano per provare ad avvicinare la neoministra Paola De Micheli, definita nelle intercettazioni “una leggerona”. Da ministro Delrio ha firmato un provvedimento molto gradito alla concessionaria autostradale: l’estensione di quattro anni della concessione, in cambio della costruzione della Gronda. Una norma poi cancellata dal suo successore Toninelli.

In questo audio, che il Fatto Quotidiano è in grado di pubblicare in esclusiva, i rappresentanti di Atlantia discutono del tentativo di avvicinamento al presidente del Consiglio. È il 16 gennaio del 2020 e l’avvocato Sergio Erede, consulente legale dei Benetton, chiama Gianni Mion: “Sai che noi avevamo tentato quel contatto con Conte, tramite Alpa?”. Il riferimento è all’avvocato Guido Alpa, descritto spesso come mentore di Giuseppe Conte. “Allora – prosegue Erede – Alpa ha richiamato oggi, e ha detto che ha parlato con lui… Lui gli ha detto che si rende perfettamente conto del disastro economico che conseguirebbe a un contenzioso”. Mion: “Bene, è una buona notizia”. Erede: “È disponibile a un incontro, a parlare, con noi però, non con la parte”. Mion riferisce la novità all’amministratore delegato di Atlantia Carlo Bertazzo: “Sono stati chiamati dal partner del primo ministro, ha capito benissimo che non può correre il rischio di un disastro di queste dimensioni. L’unica cosa che chiede è che lo aiutiamo a trovare la sponda per i suoi… diciamo sostenitori del partito… stasera o domani Erede lo incontra… lo incontrano loro, però, senza di noi”. Bertazzo: “Si muovono con l’ex ministro, sì, sì”.

Chi sia l’ex ministro i due non lo specificano. Va detto che Delrio non è l’unico ex ministro a cui Atlantia guarda con favore. Nella trattativa per la cessione di Aspi a Cdp spunta infatti anche Vittorio Grilli, ex ministro dell’Economia con Mario Monti. Grilli in questa vicenda sembra assumere il ruolo, mai dichiarato pubblicamente, di consulente ombra di Atlantia: “È la persona che ci ha aiutato a ristabilire un minimo di rapporti con il ministero dell’Economia”, dice Erede.

Dopo gli abboccamenti con Alpa, Mion incontra Luigi Di Maio. Non è dato sapere se questa fosse la “sponda fra i sostenitori del suo partito” a cui avrebbe fatto riferimento Conte.

Conte, contattato dal Fatto, rievoca così quei giorni: “Sulla mancata revoca hanno inciso i rischi giuridici ed economici troppo alti per lo Stato e quindi una valutazione della tutela dell’interesse nazionale. Ho messo tutta la mia forza e il mio coraggio nella vicenda di Autostrade, ma il vero problema è stato solo uno: governi precedenti avevano costruito una concessione con clausole troppo vantaggiose per i privati. L’unica cosa che potevamo fare era tenere duro, come abbiamo fatto, per imporre un risarcimento elevato e rimediare ai danni del passato. Non ho permesso a nessuno di interferire. Non nego che ci siano state resistenze in una parte della maggioranza, a partire dalle prese di posizione di Italia Viva e Renzi”.

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