di Pietro Francesco Maria de Sarlo

Alla fine Di Maio ci è riuscito! D’altro canto con tutto quel gran daffare che si era dato per sostenere l’elezione, poi fallita, a Presidente della Repubblica di Mario Draghi e poi quella riuscita della rielezione di Mattarella un premio lo meritava. Ricordate quando tuonava: “Le leadership hanno fallito, nel Movimento si apra una riflessione politica” contro Giuseppe Conte facendo saltare l’elezione di Elisabetta Belloni? Oppure quando, dopo essere stato ricevuto da Mattarella il 19 giugno 2022, lasciò il M5S con altri 61 per tentare di isolare Conte e dare ossigeno al governo Draghi? In quel momento tutta la stampa di Palazzo ne esaltava il percorso da bibitaro a uomo di Stato, al punto che, sotto l’accorta regia dello stratega Enrico Letta, riteneva che avrebbe finalmente tolto il M5S dalla scena politica insieme all’uomo più odiato da stampa, establishment e dal Palazzo: Giuseppe Conte.

Alle elezioni solo 169.405 elettori votarono per il partito di Di Maio che perse anche nel collegio uninominale: una umiliazione cocente e senza appello. Sì, perché nonostante il Palazzo ci abbia abituato a tutto c’è pure un limite oltre il quale il disgusto diventa insopportabile.

Ma nonostante questo disgusto il Palazzo ha ritenuto opportuno, con un governo Draghi ormai agli sgoccioli, premiare con un incarico visibile e importante quello che, si può chiamare come si vuole ma rappresenta, un autentico tradimento delle indicazioni dell’elettorato e mai il Palazzo, a mia memoria, si è comportato con tale sfacciata tracotanza dal Marchese del Grillo in poi: loro so’ loro e noi nun semo un ca**o! Basta non lamentarsi poi del pericoloso astensionismo elettorale.

Perché tale nomina fatta contro la decenza, oltre che contro l’opinione pubblica? Scopriremo in futuro che Di Maio ha armi di ricatto verso il Palazzo? Forse non è così ma il dubbio è legittimo e “a pensar male si fa peccato ma non si sbaglia”!

E poi che dire di Josep Borrell che ha indicato Luigi Di Maio come inviato Ue nel Golfo dicendo che ha il necessario profilo politico? Vi pare credibile che in una Ue che copre oltre 4 milioni di km² e conta 447,7 milioni di abitanti con 27 paesi ci sia solo lui in grado di coprire tale incarico? È una scelta consapevole e libera o un favore tra ‘Palazzi’? Di certo anche l’Europa mostra la corda tra uno scandalo e un altro e una politica estera inesistente e non ci fa una bella figura.

A me, forse sbaglio, ma le rimostranze pubbliche di Salvini, Tajani e di tutto il centrodestra mi sembrano i gridolini del ‘coro delle vergini dai candidi manti’, dell’opera goliardica l’Ifigonia In Culide, ‘che son rotte di dietro ma sane davanti’. Perché delle due l’una: o hanno protestato con la stessa veemenza pubblica con Borrell e allora la nomina di Di Maio è uno schiaffo anche al governo oltre che agli italiani e la certificazione che ‘io sono Giorgia’ conta zero, oppure si tratta di una mediocre sceneggiata interpretata da attori altrettanto mediocri che forse può trovare credito alla Scala, dove il potere si auto applaude a auto assolve ad ogni inaugurazione, ma che sarebbe fischiata dai loggioni popolari del San Carlo che ha palato più fine e dove anche in platea poggia le terga un pubblico più smagato.

In ogni caso il popolo sovrano con questa nomina prende tre schiaffi: uno dal Palazzo, uno dall’Europa e uno dal governo. E in aggiunta a questo mi piacerebbe sapere la reazione dei 61 ‘utili idioti’, che così dovrebbero sentirsi guardandosi allo specchio per aver seguito Gigino in questo suo voltafaccia, mentre lo vedono allontanare con il suo ghigno beffardo mentre fa verso di loro e gli italiani ‘del proprio cul trombetta’. E anche la stampa appare sempre più di sistema e meno libera in questa vicenda.

E però questa storia, a cui si aggiunge in queste ore quella di Cancelleri, qualche riflessione su come selezionano la classe dirigente all’interno del M5S dovrebbe aprirsi. Sbagliare è umano perseverare è diabolico.

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