Targhe Adam, Manuel, Marco, Cristiano, Davide (età tra i 16 e i 18 anni) – Per la forza inclusiva della loro amicizia Marco, Cristiano, Adam, Manuel e Davide sono i “Belfortissimi in cammino”, cinque ragazzi di Belforte all’Isauro, piccolo paesino dell’entroterra marchigiano, che hanno deciso di festeggiare la maturità con un viaggio. La particolarità del viaggio sta nel fatto di aver percorso il Cammino di Santiago, 902 km di strade sterrate, sentieri e salite, insieme a una joelette, una carrozzella da fuoristrada, concepita per permettere a chi ha una mobilità ridotta di percorrere tratti off-road grazie all’aiuto di almeno tre accompagnatori. Così tutti e cinque hanno potuto vivere insieme questa esperienza. Una prova che la forza dell’amicizia consente di compiere imprese che sembrano impossibili.

Gli studenti della quinta A della scuola primaria “A. Monchiero” di Pocapaglia (Cuneo) – Per aver vissuto le differenze come una ricchezza di tutti Nel percorso della scuola primaria, l’intera classe ha dimostrato una forte e spontanea capacità di inclusione accogliendo e integrando un compagno affetto da disturbi dello spettro autistico. La maturità e la pazienza con cui, tutti, hanno saputo adeguare il proprio comportamento ai bisogni del compagno, interagendo con lui senza dipendere dalla mediazione degli adulti, hanno consentito una integrazione piena del bambino nella vita della classe. È stata una bellissima storia di solidarietà, che ha generato amicizia, ha arricchito e ha fatto crescere tutti i ragazzi.

Paula Kalauz (25/7/2005 Drochia, Moldavia), Diana Enea (3/1/2006 Tarata, Perù), Edoardo Dominijanni (26/9/2006 Pisa) – Per aver promosso un linguaggio universale di pace Paula, Edoardo e Diana sono studenti del Liceo statale Carducci di Pisa che si sono distinti per la generosità e l’impegno con cui hanno accolto alcuni ragazzi ucraini fuggiti dalla guerra e accolti presso il loro istituto. I tre studenti, in modo del tutto spontaneo e impiegando il loro tempo libero, hanno ideato e realizzato un progetto finalizzato a insegnare la lingua italiana ai ragazzi ucraini, adottando un metodo di insegnamento facilitato con slides esplicative e lezioni in inglese, russo e italiano.

Igor Nito e la sua classe – terza F dell’Istituto Comprensivo Statale “Elisa Springer” di Surbo (Lecce) – Per l’amicizia nata da uno scambio di doni Igor ha diciassette anni, è un ragazzo entusiasta della vita, affascinato da tutto ciò che lo circonda. Costretto a letto da una rara malattia genetica neurodegenerativa, riesce a comunicare con il mondo grazie a un puntatore monoculare. Prima della pandemia Igor accoglieva, una volta alla settimana, i suoi compagni e i suoi professori in casa. La pandemia ha cambiato alcune cose, ma non è riuscita a fermare la voglia di imparare di Igor: grazie alle lezioni da remoto è riuscito a proseguire gli studi con impegno e costanza e i suoi compagni hanno continuato a comunicare con lui attraverso video, messaggi ed email. Nonostante le difficoltà, Igor è per tutti un esempio di forza, tenacia, determinazione e voglia di vivere. Una delle canzoni ascoltate insieme ai suoi compagni durante una lezione di musica, recitava: “So I start the revolution from my bed”(tratto da “Don’t Look Back in Anger” degli Oasis) e Igor, questa “rivoluzione d’amore” l’ha fatta nascere nel cuore di ognuno dei suoi docenti e compagni di classe.

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