Il Parlamento Ue chiede una nuova normativa europea (con vincoli più stringenti) per proibire, tra le altre cose, l’export di rifiuti in plastica verso i Paesi non Ocse (leggi l’approfondimento) e quello di tutti i rifiuti Ue destinati allo smaltimento verso paesi extra europei “tranne in casi limitati, autorizzati e debitamente giustificati”. Bruxelles, infatti, ha assunto la sua posizione nel negoziato su una nuova legge per riformare procedure e misure di controllo dell’Ue per le spedizioni di rifiuti. Lo ha fatto, approvando a larga maggioranza la relazione della Commissione Ambiente con gli emendamenti alla proposta di riforma del regolamento sulle esportazioni di rifiuti, presentato a novembre 2021 dalla Commissione Ue.

L’approvazione a larga maggioranza – La proposta della Commissione stabilisce procedure e misure di controllo per la spedizione di rifiuti, a seconda dell’origine, della destinazione e del percorso di trasporto, del tipo di rifiuti spediti e del tipo di trattamento applicato alla destinazione. Nel 2020, le esportazioni di rifiuti dell’Ue verso i paesi terzi hanno raggiunto 32,7 milioni di tonnellate, pari a circa il 16% del commercio globale di rifiuti. Ogni anno, inoltre, vengono spediti circa 67 milioni di tonnellate di rifiuti tra i Paesi Ue. Il testo adottato da Bruxelles è stato approvato con 594 voti favorevoli, 5 contrari e 43 astenuti. La posizione dell’europarlamento sarà, dunque, oggetto dei negoziati con il Consiglio, che non ha ancora adottato una proposta ufficiale. La riforma del regolamento, che sarà operativa a tre anni dall’entrata in vigore, è destinata a cambiare le regole delle esportazioni di rifiuti sia tra gli Stati membri, sia di quelli destinati ai Paesi non europei.

Il testo proposto da Bruxelles – Il Parlamento Ue, dunque, propone di vietare la spedizione di tutti i rifiuti Ue destinati allo smaltimento verso paesi extra UE, tranne in casi limitati e specifici. In caso di entrata in vigore del testo, inoltre, sarebbero vietate anche le esportazioni di rifiuti pericolosi dell’Ue verso Paesi non Ocse, mentre quella di rifiuti non pericolosi destinati al recupero sarebbe consentita solo ai Paesi non Ocse che danno la loro autorizzazione e dimostrano di essere in grado di gestire tali rifiuti in modo sostenibile. Per quanto riguarda la plastica, non solo i deputati vogliono vietare l’esportazione di rifiuti di questo materiale verso i Paesi non Ocse, ma l’intenzione è quella di eliminarne gradualmente l’export anche verso i Paesi Ocse entro quattro anni.

La lotta alle spedizioni illegali – Il Parlamento, inoltre, chiederà la creazione di un meccanismo di selezione a livello europeo basato sul rischio, per orientare i Paesi Ue che effettuano ispezioni a prevenire e individuare le spedizioni illegali di rifiuti. “Dobbiamo trasformare i rifiuti in risorse nel mercato comune e, quindi, prenderci più cura del nostro ambiente e della nostra competitività”, ha spiegato la relatrice, l’eurodeputata danese Pernille Weiss del Partito popolare europeo. “Le nuove regole – ha aggiunto – ci permetteranno anche di combattere più facilmente la criminalità legata ai rifiuti all’interno e all’esterno dell’Ue. Inoltre, con il divieto di esportazione dei rifiuti di plastica da noi proposto, stiamo spingendo per un’economia molto più innovativa e circolare, ovunque sia coinvolta la plastica”.

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