“Grazie per aver avuto le palle di invitarmi qui stasera”. Kevin Spacey lo dice proprio in italiano: “le palle”. Durante la premiazione che l’ha visto ricevere la Stella della Mole al Museo Nazionale del Cinema di Torino, il due volte premio Oscar ha voluto ringraziare parecchie persone e si è lanciato in quello che sembra essere il primo commento, anche se indiretto, a livello mondiale sulla sua vicenda giudiziaria. Tante le persone ringraziate per il riconoscimento torinese: dal suo compagno Evan Lowenstein, al sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi – che cita Caravaggio prima della premiazione -, fino al suo doppiatore italiano Roberto Pedicini (presente con tanto di motivazione del premio letta in diretta) e ai fan senza i quali “non avrei avuto questa carriera”. Spacey in smoking nero e papillon porpora/bordeaux ha ricordato il suo primo ruolo a scuola, quello di un comwboy che rapinava le banche, il primo di tanti che lo hanno “riempito”: “indossare i panni altrui, capire le persone dietro i personaggi è diventato la mia vita”. Infine, prima di sedersi ed iniziare la masterclass sulla sua carriera, ecco la stoccata che farà discutere ben oltre il Po: “Il mio cuore è pieno di gratitudine per il Museo del Cinema che ha avuto le palle di invitarmi qui stasera”. Chiaro il riferimento al peso del silenzio subito negli ultimi cinque anni quando Spacey è stato cancellato dai film interpretati e già montati (Tutti i soldi del mondo), allontanato con richiesta di risarcimento danni dal set di House of Cards, sostanzialmente cancellato dalla storia del cinema hollywoodiano.

È stata la prima uscita pubblica mondiale dell’attore di American Beauty, Seven e I soliti sospetti dopo il ciclone di accuse di molestie sessuali che lo ha travolto nel novembre 2017 bloccandone sostanzialmente la carriera. Spacey ha però recentemente vinto, con verdetto di non colpevolezza, la madre di tutte le accuse: il processo che vedeva come vittima Anthony Rapp, colui che per primo aveva accusato e poi denunciato l’attore per molestie nel lontano 1996. In altri dibattimenti svoltesi negli Stati Uniti Spacey è risultato non colpevole, oppure il caso è stato archiviato, o ancora l’accusa è decaduta per la morte improvvisa dell’accusatore. Ad oggi però rimangono in essere sette accuse finite in giudizio su territorio britannico da parte di tre uomini riguardo ad una cattiva condotta sessuale tra il 2001 e il 2004. È da Torino, dove è già giunto da diversi giorni, che Spacey si è collegato in video ad uno di questi processi, davanti al giudice della Southwark Crown Court di Londra, dichiarandosi non colpevole per i sette capi d’accusa contestategli. Questa la premessa giudiziaria davanti all’assegnazione del premio torinese che è avvenuta dopo una masterclass al Museo del Cinema. Alle polemiche dei giorni scorsi per il premio all’attore premio Oscar il Museo aveva risposto: “Nessun ripensamento. Premiamo la vita artistica di Spacey, siamo il Museo del Cinema, la casa del cinema e di cinema stiamo parlando”.

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