Dal taglio del valore reale delle pensioni provengono una buona parte dei soldi per finanziare misure della prossima legge di bilancio come “quota 103” e l’estensione della flat tax per le partite Iva. La riduzione delle rivalutazioni (che viene stabilito al di sotto dell’attuale livello di inflazione anche per le minime) garantirà nel 2023 risparmi alle casse pubbliche per 2,1 miliardi di euro. Stando alle tabelle allegate alle relazione il taglio alle pensioni raddoppia a 4 miliardi nel 2024 per poi mantenersi poco al di sotto di questa soglia fino al 2030. La legge di bilancio prevede che per le pensioni minimi la rivalutazione (ossia l’adeguamento dell’assegno per tenere il passo con l’inflazione) sia dell’8,7% (il 120% del + 7,3% di riferimento) con un importo che sale quindi da 523 a 570 euro al mese. Qualora l’inflazione dovesse mantenersi sui valori attuali (11,9%) l’incremento dell’assegno sarebbe però solo apparente poiché, in termini di capacità di acquisto, in realtà diminuisce.

Questo è vero, a maggior ragione, per le pensioni più alte per cui si fissano adeguamenti via via decrescenti. Per i trattamenti pensionistici che superano quattro volte l’ammontare delle pensioni minime (2.092 lordi al mese ossia circa 1.680 euro netti, la rivalutazione si riduce infatti all’80% del 7,3%, ossia al 5,8% (la metà dell’attuale livello dell’inflazione). Se la pensione è cinque volte più alta della minima si scende ancora: al 55% del totale con una rivalutazione del 4%. E poi così via via, a sei volte la minima l’assegno pensionistico salirà solo del 3,6%, a 8 volte la minima del 2,9%. Sopra i 5mila euro lordi al mese l’indicizzazione sarà pari al 35% dell’ iniziale 7,3%, quindi solo del 2,5%

I soldi tolti alle pensioni serviranno in primo luogo per finanziare Quota 103 (somma tra anni di contributi versati ed età anagrafica) che costa 571 milioni l’anno prossimo per poi raddoppiare nel 2024. La proroga dell’Ape social costa 134 milioni e il cosiddetto ‘bonus Maroni per chi sceglie di rimanere al lavoro pur avendo maturato i requisiti di Quota 103 vale 13,8 milioni. Il costo della della nuova opzione donna è di circa 21 milioni (contro i 110 circa dell’attuale versione).

“I salari non aumentano, la Fornero rimane e hanno tagliato la rivalutazione (delle pensioni, ndr) senza discuterne con i sindacati, hanno rimesso i voucher, aumentando la precarietà e reintroducendo una forma di sfruttamento”, ha affermato stamane il segretario della Cgil, Maurizio Landini. “Il governo dice che questo taglio delle rivalutazioni delle pensioni è necessario per finanziarie proroghe e una serie di situazioni legate alle pensioni. Noi abbiamo fatto delle ricerche: anche se si dovesse finanziare per intero quota 103 questo non va oltre 300 milioni di euro nel 2023”, commenta il leader Cisl, Luigi Sbarra, spiegando che, sempre secondo un’analisi condotta dalla Cisl, l’operazione studiata dal Governo farebbe entrare nelle casse dello Stato circa 2 miliardi per il 2023 e 4 miliardi per il 2024. Quindi Sbarra si domanda: “Con il restante cosa si finanzia?”, e sottolinea poi che se “sugli anziani e sui pensionati si continua a fare cassa per finanziare altre misure” allora “noi non siamo d’accordo. “Sulla rivalutazione delle pensioni siamo profondamente insoddisfatti. Noi vorremmo che il governo ci chiamasse e si confrontasse sul fatto che non si tratta di un aumento, ma di un adeguamento all’inflazione”. Il segretario generale della Uil pensionati, Carmelo Barbagallo.

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