Renato Brunetta non tornerà in Parlamento. Niente candidatura per l’attuale ministro per la Pubblica amministrazione: “Resto dove sono, non vado da nessuna parte. Onorerò con orgoglio fino alla fine il mio impegno nel Governo Draghi“, ha fatto sapere Brunetta. Immediatamente dopo la caduta dell’Esecutivo aveva annunciato, come fatto anche dalle colleghe ministre di Forza Italia, il suo addio al partito di Silvio Berlusconi. A differenza però di Mariastella Gelmini e Mara Carfagna – che hanno trovato collocazione in Azione di Carlo Calenda – per Renato Brunetta non ci sarà nessuna corsa elettorale. Anche se indiscrezioni e voci lo davano come possibile candidato proprio con Azione. Una decisione che sicuramente non è stata presa da tempo. Negli scorsi giorni il ministro rispondenva con un “no comment” alle voci sulla sua futura collocazione politica. Anzi, da Lucia Annunciata su Rai3, a fine luglio, proponeva una “Unione repubblicana che metta l’agenda Draghi nel suo programma”. Adesso invece, svanito il progetto, non va “da nessuna parte”.

“Rimango a disposizione del mio Paese con le mie idee e con il mio lavoro”, continua Brunetta in una nota prima di ringraziare il presidente del Consiglio Mario Draghi e i collaboratori del ministero e auspicare “che la campagna elettorale si giochi sul confronto di visioni e di valori, su programmi verificabili e, soprattutto, sostenibili dal punto di vista economico e finanziario. Che il 25 settembre possa trionfare un unico vincitore: il bene del nostro Paese”, conclude facendo gli auguri “a tutte le forze in campo in questa competizione democratica”. Niente più scranno a Montecitorio, pertanto, per Brunetta dopo 14 anni, tre legislature e due esperienze al governo (l’attuale con Draghi e dal 2008 al 2011 con Silvio Berlusconi presidente). La sua esperienza politica era iniziata sempre in Forza Italia nel luglio del 1999, con l’elezione al Parlamento europeo, replicata nel 2004 per poi passare alla Camera dei deputati. Una parabola politica al fianco di Berlusconi che si chiude dopo 23 anni.

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