Si riduce ancora il livello dell’acqua sulla tratta tedesca del fiume Reno, ormai a pochi centimetri dal diventare impraticabile per la navigazione. A causa del clima rimasto caldo e asciutto durante il fine settimana, la profondità, già sui minimi storici, è ulteriormente diminuita e le chiatte mercantili non possono più navigare a pieno carico. In alcuni casi il peso del trasportato dev’essere ridotto di tre quarti. Con queste imbarcazioni viene spostato anche il carbone utilizzato nelle centrali elettriche del paese oltre a cereali, petrolio, minerali e componentistica per le industrie che si affacciano sul sesto fiume più lungo d’Europa. Il Reno collega il cuore industriale della Germania con i porti del mare del Nord da cui i prodotti vengono esportati sui mercati mondiali. Il colosso chimico Basf ha annunciato di non poter escludere temporanei tagli di produzione se il collegamento fluviale non verrà pienamente ripristinato. Inevitabilmente il costo del trasporto è salito, aggiungendo un altro elemento di pressione al rialzo sui prezzi.

Alle prese con le conseguenze del caldo anomalo sui fiumi è anche la Francia. L’Autorità di regolamentazione delle centrali nucleari ha concesso una deroga temporanea per l’utilizzo di acqua al di sopra delle temperature abitualmente consentite. Le centrali nucleari utilizzano l’acqua dei fiumi per raffreddare i reattori, alzandone ulteriormente il calore quando viene poi reimmessa nei corsi d’acqua. Se si supera un certo livello si creano problemi di natura ambientale e, pertanto, le regole prevedono che le centrali vengano fermate o rallentate. La deroga interessa le cinque centrali nucleari di Bugey, Saint Alban, Tricastin, Blayais e Golfech. La Francia compre abitualmente circa il 70% del suo fabbisogno energetico con l’atomo, ma interventi di manutenzione e scelte precauzionali quest’anno hanno ridotto la capacità generativa del parco centrali rendendo pe rla prima volta il paese importatore netto di elettricità. Un fattore che pesa in una fase molto complicata per il mercato energetico europeo a causa della guerra in Ucraina. La deroga disposta dalle autorità francesi durerà fino all’11 settembre prossimo.

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