Spesso le culture s’incrociano ed è proprio in questi momenti che si trova la bellezza della condivisione. Attraverso questi incontri talvolta si narrano culture lontane e poco conosciute.

Dal 9 luglio al 4 settembre le città di Atri e Pescara offrono un piattaforma per un confronto interculturale servendo da ponte tra l’Italia e l’Armenia. L’iniziativa Stills of Peace and Everyday Life è uno dei numerosi progetti della Fondazione Aria che da nove anni mette l’Abruzzo sulla mappa degli incroci di culture e civiltà. Dopo numerosi paesi come la Spagna, la Francia, il Pakistan e la Cina, quest’anno è l’Armenia da scoprire. Si tratta di un progetto che “offre delle occasioni per capire e per capirsi, per tentare di conoscere in profondità le culture attraverso l’espressione artistica”.

Vi sono numerosi eventi: tra questi quattro mostre una rassegna di cinema in lingua originale. L’immagine ufficiale scelta per la rassegna è l’opera di Zaven Khachikyan, un rinomato fotografo armeno che considera questo progetto “un ritorno alla normalità, una sfida che punta alla realizzazione di un progetto che oltrepassa le barriere dettate dal lockdown poco tempo fa”.

“Inoltre questa iniziativa è un bell’esempio di come voler considerare diverse forme dell’arte, come la fotografia, la cinematografia, la pittura, la performance art in un unico spazio culturale, in quanto molto spesso la fotografia rimane marginale e staccata dal resto” nota Khachikyan.

Una delle mostre, a cura di Paolo Dell’Elce, si intitola Qui è come altrove. Vengono presentate le opere di quattro artisti armeni: Nazik Armenakyan, Ani Gevorgyan, Zaven Khachikyan e Aram Kirakosyan, descritti da Dell’Elce come “artisti che spaziano negli scenari del quotidiano con un linguaggio che li accomuna ma che nello stesso tempo li distingue, tre diverse concezioni dell’arte e della fotografia che generano delle visioni che possiamo riconoscere tutti e condividere in un momento del tempo in cui sembra che non si possa più concepire l’Altrove”.

Nelle opere esibite si celebra la vita, si dà spazio ai sentimenti, si ragiona, semplicemente si vive. Artisti che esprimono le loro emozioni attraverso le proprie opere e fanno sì che queste ultime arrivino ai nostri cuori.

“Pur nelle loro diversità stilistiche, nella loro ricerca possiamo trovare molte affinità. L’intento narrativo con cui esse utilizzano il linguaggio visivo. La necessità di far vedere non tanto nell’accezione fenomenologica del visibile che si manifesta per ciò che è in sé, quanto nel senso più storico e antropologico che restituisce la bellezza”, continua così Paolo Dell’Elce parlando di questa mostra.

Tali iniziative sono fondamentali per conoscere il vissuto degli altri popoli, per insegnarci come convivere nella diversità e per introdurci una riflessione multiculturale più profonda creando un clima di dialogo e solidarietà. E ha ragione la direttrice della rassegna Giovanni Dello Iacono, quando nota che questo evento “Ancora una volta coglie nel segno lo spirito originario di Stills of Peace and Everyday Life (Frammenti di Pace nella Vita Quotidiana), di aprire all’incontro e al rispetto delle differenze tra i popoli attraverso la mutua conoscenza per comprendere i comuni valori, umanistici ed esistenziali, che sono alla base di ciascuna specifica Cultura”.

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