Molti anni fa, primi anni Settanta, Alighiero Noschese, il grande imitatore televisivo, ottenne dopo molte insistenze di fare la parodia, non solo dei personaggi dello spettacolo, come era consuetudine, ma anche dei politici. Preparò, per par condicio, le imitazioni di tutti i segretari di partito che acconsentirono (solo Almirante si rifiutò) e la Rai le mandò in onda nel varietà del sabato sera. Tra queste c’era quella di Malagodi, il segretario del Partito liberale.

Malagodi era un politico di una certa levatura e assai rispettato anche nelle parti avverse, ma se ne era uscito da poco con una scemenza: poiché la politica che il governo deve fare è una politica di centro, ricordate – ripeteva – che i liberali sono il centro del centro.

Cosa volesse dire non è mai stato chiaro. A dimostrazione che anche nella Prima Repubblica non sono mancate le stupidaggini. Noschese riprese questa affermazione e truccato perfettamente da Malagodi tutto serio asseriva: “I liberali sono il centro del centro, ma se fate un nuovo governo io c’entro?”. Che oggi sembra una roba da nulla, ma all’epoca poteva risultare una critica corrosiva.

Ecco, non so perché ma in questi giorni quando sento Calenda che parla del centro e della centralità del suo partito, mi viene in mente Malagodi. Ma non quello vero, quello di Noschese.

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