VERONA – In riva all’Adige è già cominciato il regolamento dei conti dopo la batosta elettorale del 26 giugno. Federico Sboarina appare già come il passato, anche se lui dichiara di voler fare opposizione per costruire qualcosa in un futuro lontano. I Fratelli d’Italia chiedono un cambio di leadership. La Lega invita i Fratelli d’Italia a non voler fare i primi della classe. Forza Italia, ora all’opposizione assieme a Flavio Tosi, un po’ elogia le doti di Damiano Tommasi, il vincitore, un po’ chiede a tutto il centrodestra di girare pagina. Tosi non risparmia critiche e mena fendenti soprattutto a Giorgia Meloni e a Luca Zaia. Un bel ritratto di una compagine travolta da una crisi di nervi che sembra destinata ad aggravarsi con il passare delle ore.

L’ex sindaco ed ex leghista Tosi (che ora può contare su sei consiglieri, lui compreso) spiega a ilfattoquotidiano.it: “Ciò che è accaduto a Verona, il comportamento di Sboarina e di Fratelli d’Italia assomiglia al suicidio perfetto. Avevano un solo modo di perdere, ebbene lo hanno seguito: hanno rifiutato, contro ogni logica e in modo arrogante, di apparentarsi con me e Forza Italia”. Tosi fa già un’analisi del voto: “A Sboarina mancavano 8mila voti, noi ne avevamo 24 mila: una parte di questi elettori non è andata a votare, la parte restante si è divisa quasi equamente tra Tommasi e Sboarina. Non hanno voluto capirlo, ma già il 32 per cento di un sindaco uscente al primo turno avrebbe dovuto dimostrare che i due terzi dell’elettorato non approvavano la sua amministrazione, si trattava di un sindaco debole”. Hanno spiegato che ci avrebbero rimesso, per quanto riguarda i seggi da cedere. “Ma anch’io ci avrei rimesso, avrei dovuto stare in una maggioranza con Sboarina sindaco…”. Dopo FdI, ecco l’attacco di Tosi alla Lega, o meglio al governatore veneto Luca Zaia: “Fosse andata come Matteo Salvini si augurava, ovvero ci fosse stato un accordo formale, saremmo qui a scrivere un’altra storia. Ma c’è stato un prima e un dopo che riguarda Zaia. Secondo i rumors di questi giorni, è lui che avrebbe telefonato a Sboarina rafforzandone la decisione di non volere apparentamenti. Dopo quella decisione è l’unico dei leader del centrodestra che ci ha messo la faccia a favore di Sboarina e ha registrato un video con lui”. Come replica a Sboarina, secondo cui un accordo con Tosi lo avrebbe penalizzato ancor di più? È surreale, una frase dettata dalla disperazione. La verità è che non ha mai voluto fare un confronto vero in campagna elettorale, che vertesse su argomenti concreti. Preferiva avere i testi delle domande dei giornalisti preparati in anticipo, così da dare risposte preconfezionate. In questo modo ha favorito anche Tommasi, che sui temi concreti sarebbe andato in affanno”. Adesso? “Io in consiglio comunale ci sono dal 1994 e credo di saper fare opposizione. Adesso Forza Italia diventa il partito di maggioranza del centrodestra, ma faremo opposizione in modo corretto, senza guardare alle appartenenze, ma al bene di Verona”.

Che nello schieramento esistano solo macerie lo dimostrano i commenti raccolti nella notte. Sboarina: “Alla fine a decidere sono i cittadini e noi abbiamo perso, ma rifarei la scelta di non apparentarmi. Mi avrebbe fatto perdere consensi, perché i nostri non avrebbero capito accordi di palazzo. Inoltre, in nessun’altra città sono stati fatti apparentamenti formali del centrodestra al ballottaggio”. Cosa farà adesso? “Guiderò l’opposizione, cercherò di capire gli errori commessi, per non ripeterli”. “È tutta colpa nostra – ammette il senatore leghista Paolo Tosato – ci siamo divisi mentre il centrosinistra ha creduto alla candidatura di Tommasi, se l’è giocata e ha recuperato i giovani”. Poi manda un avviso ai naviganti, pensando alle politiche del prossimo anno. “Il centrodestra ha ancora la possibilità di vincere, ma bisogna recuperare uno spirito unitario. Invece qualcuno ha manifestato la volontà di distinguersi, facendo il primo della classe. Questo ha allontanato i nostri elettori e ha aperto un’autostrada ai nostri concorrenti”. Il riferimento è diretto a Giorgia Meloni.

A Verona, Fratelli d’Italia pensa già a un cambio radicale di leadership politica. Lo dice Luca Mascanzoni, coordinatore provinciale del partito. “Sono stati commessi degli errori, andava portato avanti un dialogo su programmi diversi e sulle persone. Dovranno esserci dei chiarimenti, dovremo rimetterci in piedi in vista delle prossime scadenze elettorali, se serve, anche rivedere e cambiare la leadership”. Cosa significa? “Penso a Tosi e Sboarina: o i due trovano una sintesi diversa, oppure va cercata una soluzione differente”. Li accomuna nel fallimento del centrodestra e manda un avviso: se non provano a trovare un punto di incontro, bisogna ripartire a prescindere da loro. Claudio Melotti, coordinatore provinciale di Forza Italia, che ha promosso l’accordo del partito con Flavio Tosi, attacca. “Credo che un bagno di umiltà faccia bene a tutti. Il responsabile della situazione è stato Sboarina, con la sua testardaggine nell’aver rifiutato l’apparentamento anche per questioni di potere. Tommasi non ha vinto perché Verona sia diventata una città di centrosinistra, ma perché ha saputo raccogliere molti giovani e trovare risorse nuove anche tra chi non si è dedicata alla politica”.

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