Ed eccoci qua.
La serata del solstizio d’estate il Movimento 5Stelle dà vita alla notte di San Lorenzo in versione anticipata. Stelle, si fa per dire, cadenti ovunque.
E’ doveroso ricordarlo, a chi in questi lunghi anni non ha fatto altro che denigrare e offendere chi, come me, ha sempre scritto e previsto quello che sarebbe successo ai grillini. Le parole usate dallo stesso Luigi Di Maio ieri sera, mentre ufficializzava l’uscita dal Movimento 5Stelle, sono le stesse che molti di noi utilizzavano per descrivere lo squallore politico dei grillini. Un Movimento nato da un vaffa che poi è miseramente finito ieri in Senato da un vaffa collettivo fra grillini ed ex grillini.

Uno spettacolo indecoroso ma soprattutto utile a ricordare a tutti i cittadini, i giornalisti e opinionisti quanto si fossero sbagliati a sostenere e in certi casi ad esaltare il nulla cosmico, l’incompetenza e l’ignoranza di chi rappresentava il Movimento 5stelle. Molto spesso veri e propri scappati di casa che di fatto venivano catapultati in Parlamento e in Senato senza alcuna esperienza e credibilità.

Abbiamo assistito ad anni di insulti, odio, violenza verbale eccessiva, un giustizialismo spinto e fomentato dai soliti giornali e trasmissioni. Si è dato spazio e grande risalto a personaggi, come Grillo, che ancor oggi si autodefiniscono “elevati”. Insomma, abbiamo assistito ad un inquinamento della vita sociale di questo paese sul falso presupposto che uno valesse uno che i partiti fossero formati da delinquenti. Dove tutti erano disonesti e gli unici onesti erano i 5Stelle.

Anni di insulti e odio gettato in rete con un sistema che mi ricorda quello del Cremlino fatto di disinformazione e notizie palesemente false. Poi è arrivato il momento di governare e la realtà è venuta a galla. Grillini che sono diventati servi schiocchi del sistema. Pur di rimanere al governo hanno cambiato idea su tutto, o meglio non avevano alcuna idea era semplicemente convenienza di facciata.

Hanno governato con tutti, destra e sinistra. E in questo cammino hanno piano piano perso credibilità, semmai l’avessero avuta, e hanno perso deputati con cadenza costante e incontrastata.

Poi è arrivato il fuoriclasse dell’incompetenza, quello che lo stesso Beppe Grillo, in un momento di lucidità, ha definito scarso e politicamente privo di una visione.
E in effetti come dargli torto. Ma tutto questo non sarebbe successo se qualcuno con il suo coraggio e con le spalle belle larghe non avesse avuto la forza e la determinazione di andare contro corrente e porre fine al secondo governo Conte. Erano tutti assuefatti e ipnotizzati dal racconto distorto e pericoloso che Casalino e i servi sciocchi di alcuni giornali e trasmissioni avevano organizzato e propinato agli italiani. Nessuno aveva il coraggio di dire le cose come stavano, ossia che l’Italia aveva come premier un personaggio inaffidabile e privo di qualsiasi dote politica.

In tutto questo le più grandi colpe ricadono sulla ditta del Pd. Un partito senza alcuna visione politica chiara che si è legato al Movimento 5stelle di Conte in maniera indecorosa. Nelle fasi più calde, sono arrivati a definirlo il punto di riferimento dei progressisti. La ditta Pd diceva anche: o Conte o il voto. Una grande intuizione non c’è che dire. Avevano in casa un grande leader ma la solita ditta ha fatto di tutto per boicottarlo.

Doveroso ricordare la storia e quello che è successo per far capire, forse a chi ha un pochino di onestà intellettuale, quanti errori e danni sono stati fatti da certi politicanti spinti solo da odio e rancore personale. Ed eccoci qui al termine di questa triste vicenda italiana: un Conte, rappresentante di nessuno, che per l’ennesima volta voleva fare una prova di forza in parlamento e per l’ennesima volta ha fatto una figuraccia. Ma questa volta è la sconfitta più grande. Voleva mettere in crisi il governo in un momento storico difficile e importante, una crisi contro l’Ucraina e il suo popolo che continua a soffrire e morire.

Alla fine il karma ha fatto anche il suo corso.

Il governo ha ottenuto la solita fiducia ma soprattutto Di Maio, ministro degli Esteri in quota grillina, ha sbattuta la porta ed è uscito dal Movimento. Ma non da solo con oltre 60 onorevoli fra deputati e senatori. Un colpo mortale e definitivo ai resti dei 5stelle. Per dare un dato numerico, oggi il Movimento 5Stelle non è più il primo gruppo parlamentare. E’ al momento con gli stessi numeri del Pd, ossia un centinaio in Parlamento. Numeri che sono destinati ad aumentare.

Insomma, le mie previsioni erano esatte, le argomentazioni giuste e ora sono state confermate dallo stesso Di Maio.
Ma ora un grande mea culpa ora dovrebbero farlo alcuni giornali e trasmissioni tv, i quali hanno dato credibilità a questo vergognoso teatrino e hanno contribuito a sdoganare l’ignoranza e l’incompetenza. Conte al momento è talmente schioccato che neanche parla. Vedremo se Grillo lo manderà in ferie o se continuerà anche per la fase della messa in liquidazione del Movimento.

Aspetto al varco il Pd, un partito guidato da un segretario in deroga che ancor oggi non ha fatto e programmato un congresso per l’elezione formale di un segretario. In altre occasioni ci sarebbero state sommosse popolari da parte delle varie correnti del partito, ora dopo l’uscita di Renzi sono tutti completamente senza attributi e lungimiranza. Per ora ci godiamo queste belle serate di agosto anticipate.

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