Il secondo arresto in tre giorni per lo stesso motivo: un candidato del centrodestra al consiglio comunale accusato di scambio elettorale politico-mafioso. Secondo la procura di Palermo, Francesco Lombardo, candidato di Fratelli d’Italia, ha chiesto sostegno Vincenzo Vella, boss della famiglia di Corso dei Mille. Dopo che in manette era finito Pietro Polizzi, esponente di Forza Italia, il secondo arresto nei ranghi del centrodestra provoca varie reazioni. Dal Pd, con il vicesegretario Peppe Provenzano che arriva a chiedere al candidato sindaco Roberto Lagalla di ritirarsi. Ma anche dai ranghi di Fdi, con Ignazio La Russa che arriva a dire: “Se io fossi stato il magistrato, forse a due giorni dal voto, avrei aspettato. Ma non voglio fare polemica, che è vecchia. Può darsi che abbia avuto esigenze cautelari adesso”.

La Russa: “Spero finisca in assoluzione”. Fdi: “Noi persona offesa” – L’intercettazione captata dal trojan installato sul telefono di Vella risale al 28 maggio scorso: dodici giorni fa Lombardo si è recato nel negozio di ortofrutta del boss e – secondo le accuse del procuratore aggiunto Paolo Guido – ha chiesto sostegno alle elezioni. Eppure secondo l’esponente di Fdi il pm doveva aspettare. “Noi siamo qui a sostenere la candidatura di Lagalla. Che siamo agli antipodi rispetto a qualunque forma di criminalità c’è bisogno che io velo dica o lo sapete già?”, continua La Russa, a margine della manifestazione al Politeama Multisala di Palermo, a chiusura della campagna elettorale di Roberto Lagalla. “Spero comunque che si tratti con un’azione giudiziaria che finirà con un’assoluzione“, aggiunge. In una nota, però, Fratelli d’Italia spiega di aver “già dato mandato ai propri legali di costituirsi come persona offesa dal reato riservandosi di costituirsi parte civile qualora l’ufficio della Procura eserciti l’azione penale. Chiunque si avvicini a Fratelli d’Italia deve sapere che la criminalità organizzata è il nostro primo nemico”.

Lagalla: “I partiti ritirino gli impresentabili” – Da parte sua il candidato di centrodestra Lagalla ha lanciato un appello ai partiti. “Il caso Lombardo – dice l’aspierante sindaco di centrodestra – parrebbe essere simile a quello Polizzi, dove un certo tipo di controllo, che va oltre i requisiti formali, può essere effettuato solo dalla magistratura. Questi casi dimostrano che non è la mafia a condizionare la politica ma singole mele marce che cercano ipotetiche scorciatoie elettorali. Adesso basta. A breve la Commissione nazionale antimafia diramerà la lista degli impresentabili. Chiederò ai partiti le dimissioni di quanti, eventualmente eletti, risultino avere legami con Cosa nostra. Se ciò non avverrà sarò io a rassegnare le dimissioni”. Poi, all’evento di chiusura della sua campagna elettorale, l’aspirante sindaco ha aggiunto: “Purtroppo è la politica che cerca la mafia e non la mafia che cerca la politica. I candidati si sono presentati a chiedere protezione e aiuto elettorale. Credo che sia un orrore. Bene ha fatto la magistratura ad intervenire”. Per Gianfranco Micciché i due arresti “ci danneggiano ma non faranno cambiare idea ai palermitani”.

Conte: “Palermo merita di più” – Numerose reazioni anche dallo schieramento opposto rispetto al centrodestra. “Mentre noi del Movimento incontravamo cittadini che non arrivano a fine mese e imprenditori che denunciano la mafia rischiando la vita per cambiare le cose, alcuni candidati di Forza Italia e di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, si prodigavano a incontrare esponenti mafiosi”, scrive Giuseppe Conte su facebook. “La mafia è una montagna di merda, le parole di Peppino Impastato le ricordiamo bene – continua il leader del M5s– E noi questo schifo e questa puzza li vogliamo lontani, lontanissimi dalle Istituzioni. Dobbiamo rispondere in maniera coesa, senza fare un passo indietro. Senza timori e a viso aperto. Palermo merita di più, merita rispetto. Stiamo ascoltando analisi del voto che si soffermano a valutare quale forza politica rischi di più in queste amministrative. Io dico che dobbiamo preoccuparci di quanto stiano rischiando i cittadini se non si argina chi nella politica cerca solo un’occasione per perorare clientelismo, malaffare e interessi personali. Il tutto aggravato dal fatto che in tanti vorrebbero mettere le mani sulla montagna di miliardi del Pnrr, non certo per fare gli interessi dei cittadini. Non lo permetteremo”.

Morra: “Come Polizzi anche Lombardo era presentabile”- Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia, apprende dell’arresto mentre sta compilando le liste dei candidati “impresentabili”. “A Palermo, dopo l’arresto di Polizzi, oggi si è aggiunto un ulteriore arresto di un altro candidato” ma anche oggi “tocca rilevare che sarebbe stato tranquillamente ‘presentabilissimo‘ perché il codice e la legge Severino non avrebbero impedito a queste due persone, attinte dalle operazioni recenti a Palermo, di essere sottoposti al giudizio degli elettori”, dice il presidente dei Palazzo San Macuto. Morra ha infatti ricordato che “i criteri” della Commissione Antimafia sugli ‘impresentabilì “rinviano ad atti processuali ed investigativi già avviati e definiti per esempio una sentenza ancorché non definitiva”.

Fava: “Per la destra i voti non hanno colore” – “Lagalla annuncia dimissioni se i suoi partiti non faranno pulizia. Doveva pensarci prima. Ora è tardi. Ha il dovere di proteggere non se stesso, ma Palermo. Si faccia da parte”, dice Peppe Provenzano, vicesegretario del Pd. Per Claudio Fava: “Evidentemente il centrodestra a Palermo pensa che i voti non abbiano odore e che quelli della mafia magari valgano doppio. Ha fatto bene Lagalla a non andare al ricordo di Giovanni Falcone: Palermo non lo merita come sindaco”. Secondo Erasmo Palazzotto “a Palermo c’è il rischio concreto che il voto venga inquinato e che ancora una volta il risultato democatico possa essere falsato come già accaduto nel 2007 con i brogli certificati da una sentenza di tribunale. Chiedo che il Ministero dell’Interno organizzi un presidio dei seggi tale da rendere impossibile qualunque elemento di condizionamento del voto e che non vengano introdotti nella cabina dispositivi telefonici che consentano di fotografare il voto”.

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