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Come abbronzarsi nel modo giusto, quali trattamenti fare prima e dopo l’estate e le regole fondamentali per proteggere i bambini

E' fondamentale ricordare è non solo la costante e metodica applicazione di una buona SPF (protezione solare) ma anche il mantenimento di una skin care adeguata al periodo. Abbiamo raggiunto la la dottoressa Elisabetta Perosino che ci ha spiegato come fare per stare al sole nel modo giusto

di Giulia Sorrentino

L’estate è quasi iniziata secondo data ufficiale e, come ogni anno, ci chiediamo quali siano le indicazioni più corrette per la nostra pelle, dai trattamenti da eseguire alla beauty routine. Quello che è fondamentale ricordare è non solo la costante e metodica applicazione di una buona SPF (protezione solare) ma anche il mantenimento di una skin care adeguata al periodo. Abbiamo raggiunto la la dottoressa Elisabetta Perosino per chiederle come affrontare questa stagione nel modo giusto.

Quali sono i punti cardine da seguire ora che ci avviciniamo al periodo estivo e alle frequenti esposizioni al sole?
La parte del leone la fa il foto-protettore che, oggi come oggi, si trova declinato in tutti i modi possibili, anche con principi attivi antinvecchiamento. Ci sono delle creme che non garantiscono solo protezioni solari ma contengono anche antiossidanti, retinoidi delicati a bassa concentrazione. Prima cosa è sicuramente la foto protezione. La seconda cosa importante è la crema che viene messa la sera perché la reazione della pelle all’esposizione solare è l’inspessimento: si allontana lo strato basale dell’epidermide e aumenta lo strato corneo. È importante capire come cambia la pelle nelle varie stagioni. Quindi alla sera vanno utilizzate sempre, sia sul viso che sulle gambe, delle sostanze cheratolitiche (per il corpo per esempio l’urea mentre per il viso l’acido glicolico), combinate con altre sostanze.

In molti però pensano che il glicolico sia foto-sensibilizzante.
Non è assolutamente vero. Se si smette durante l’estate viene meno il costante mantenimento dell’eutrofismo della pelle.

Quali terapie vanno evitate in questo periodo?
Non possono essere fatti laser ablativi, come per esempio il laser Co2 frazionato o non, perché il grado di infiammazione dopo questi trattamenti è molto forte e perdura per tempi abbastanza lunghi. Allo stesso modo non vanno effettuati i peeling profondi. Quello che invece si può fare sono tutti quei trattamenti che non creano ablazione, che rimangono quindi superficiali per esempio i peeling superficiali, con acido mandelico, salicilico o glicolico non particolarmente spinto. Dopo un paio di giorni ci si può esporre al sole.

Cos’è che fa bene alla pelle ed è invece consigliato in questo periodo?
I trattamenti di biostimolazione: c’è quella fatta con la veicolazione transdermica, o quella fatta con le punturine sottocutanee che vengono chiamate banalmente vitamine. Di vitamine ne contengono ben poche in realtà: quello che contengono è soprattutto acido ialuronico a basso peso molecolare che ci consente una stimolazione dell’epidermide e poi tantissimi amminoacidi e antiossidanti. In genere si fanno 3 sedute a distanza di circa 3 settimane e vengono effettuate sia nella tarda primavera che nel dopo estate, perché il sole è un elemento di grande stress per la pelle. La veicolazione transdermica, in particolare, è una modalità che veicola degli amminoacidi e tutti i precursori dell‘acido ialuronico senza utilizzare aghi ed è un trattamento che viene consigliato una volta al mese per mantenere la pelle intatta.

Come si combattono le macchie solari?
Si combattono prima di tutto con dei prodotti topici, primo fra tutti l’SPF, molti dei quali contengono anche delle sostanze schiarenti e con creme da mettere alla sera che garantiscano un mix tra acido glicolico e schiarenti. Di macchie solari ne abbiamo sostanzialmente di due grossi tipi: le lentigo solari che sono da foto-danneggiamento e sono quelle classiche macchie tonde, più o meno scure, che interessano varie parti del volto. Sono caratteristiche delle donne adulte e sono legate proprio al foto danno. Il secondo tipo di macchie è il melasma: si ha spesso in gravidanza (ma non solo) ed è un po’ più critico da trattare.

Come si prevengono le macchie? Solo con l’utilizzo della protezione solare?
Si prevengono nella adeguata esposizione al sole, quindi per nessun motivo il sole deve essere preso nelle ore che vanno dalle 12 alle 16/16:30. Il sole ha una componente di radiazioni pro infiammatorie molto elevata, con una percentuale di danno molto più alta rispetto ai raggi solari delle ore antecedenti o successive. Un altro aspetto molto importante, oltre alla protezione che viene messa sul corpo, è la foto protezione orale. Noi prescriviamo dai primi giorni del mese di maggio degli integratori a base di polifenoli.

Come facciamo a scegliere nell’ampio mondo delle protezioni solari? Oramai ce ne sono moltissime in commercio.
È vero ce ne sono molte, ma ci sono delle ditte che oramai sono proprio specializzate nei filtri solari, come Isdin, la Roche Posay, Avene: fanno solari un po’ per tutti i gusti e per tutti i tipi di pelle e soprattutto, fanno solari sicuri. È difficile indicare l’SPF da scegliere ma se partiamo dal presupposto che l’abbronzatura è un sintomo che indica un danno cutaneo, noi dovremmo sempre utilizzare una protezione 50 perché questa ci consente di stare esposti per un periodo maggiore senza avere un danno. La protezione 6 o la 15 hanno invece una protezione temporale molto limitata.

Ogni quanto va riapplicata l’SPF durante l’estate?
Ogni massimo due ore. Sia sul viso che sul corpo. È importante anche dire che si fa il bagno va applicata nuovamente perché ha una capacità protettiva nettamente minore. Oggi esistono in commercio delle foto-protezioni che piacciono anche agli uomini, e parlo di quelle in spray che non devono essere spalmate: la volontà di trovare un bilancio tra abbronzatura e danno oramai non ha più scuse, perché c’è un po’ di tutto per proteggerci in modo adeguato.

Mettersi all’ombra può essere una buona soluzione?
In Italia arriviamo sempre un po’ in ritardo (tranne che a Rimini, dove ci sono degli ombrelloni che sono schermati con la pellicola argentata al di sotto). Non ha idea di quanti bambini mi vengono portati in studio perché si sono ustionati stando sotto l’ombrellone tutto il giorno.

E con i bambini quindi come ci comportiamo per portarli al mare?
Ci sono dei prodotti dedicati ai bambini che in genere ci tengono dei filtri fisici cioè ossido di zinco e altri prodotti che fanno da barriera. Detto questo il bambino fino all’anno di vita dovrebbe essere tenuto in spiaggia fino alle 10/10:30 ed essere portato poi in un posto arieggiato e completamente all’ombra.

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