di Marco Bertolini

Fino a qualche mese fa, il problema dell’effetto serra e dei conseguenti cambiamenti climatici era all’ordine del giorno. Ridotti i negazionisti ad uno sparuto numero di irriducibili, ci si confrontava/scontrava sulla velocità con la quale si doveva affrontare il problema, con i “grandi” della terra che, dopo vent’anni almeno di summit e conferenze varie, ci ammonivano sul quanto poco tempo ci rimanesse prima di superare la soglia di non ritorno. Una differenza di qualche decimo di grado sul futuro aumento della temperatura media sembrava essere lo spartiacque tra il limitare i danni a quanto già stavamo subendo, in termini di eventi catastrofici, ed il rischio di incorrere nella fine del mondo abitabile per come lo abbiamo conosciuto negli ultimi millenni.

Poi è arrivata la guerra o, più correttamente, una nuova guerra che si è andata ad aggiungere alle tante altre che facciamo finta di non vedere in giro per il mondo e tutto è improvvisamente cambiato.

Salvo rare e stoiche eccezioni, nessuno ne parla più. La cosa è magicamente sparita dai radar e, con sollievo di troppi, non c’è più da angosciarci per il nostro futuro e per quello delle nuove generazioni. Quello che conta ora e subito è mandare quante più armi possibili, aumentare le spese militari, riarmare gli eserciti e sanzionare come se non ci fosse più un domani. Tutto il resto sembra non contare nulla. Ci avevano detto che avevamo i giorni contati e che chi diceva il contrario ci stava prendendo in giro.

Adesso, invece, è tutto un fiorire di esperti che ci dicono che è necessario mettere in stand-by la transizione ecologica, che bisogna riaccendere le centrali a carbone, che il metano si può e si deve sostituire solo con altro metano (preso da chissà quale altro dittatore purché non sia Putin o da qualche miracoloso giacimento italiano che era lì da anni ad aspettare di darci l’eldorado energetico), che per colpa di qualche “gretino” ambientalista abbiamo perso tempo prezioso che potevamo dedicare nella ricerca di ulteriori fonti fossili.

DiCaprio, nel suo film Don’t look up, credo ci abbia proprio preso in giro raccontando con un piccolo anticipo quello che sta accadendo e che che accadrà. Con i “grandi” della terra di cui sopra che troveranno il coraggio di andare in televisione e dirci: “Sull’effetto serra scusateci, stavamo scherzando!”.

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