Botta e risposta a “L’aria che tira” (La7) tra il vicepresidente del M5s, Riccardo Ricciardi, e il giornalista americano Alan Friedman, difeso a sua volta dalla conduttrice della trasmissione, Myrta Merlino.
Ricciardi, a cui viene chiesta la posizione del governo Draghi nella guerra in corso, premette il suo intervento facendo notare che lo scrittore statunitense non ha ancora chiesto scusa per quanto accaduto alcuni giorni fa, quando cioè, nello stesso talk show televisivo, ha pulito la sedia su cui era seduto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, emulando una vecchia gag di Berlusconi.
“Pensavo che Friedman avesse la decenza di scusarsi per quel gesto ignominioso”, osserva Ricciardi.

Lo interrompe Myrta Merlino, che ripropone la scena in una clip “per farla giudicare a casa”, e difende Friedman: “Dico cosa penso io, conoscendo Alan da molto tempo: era una gag, la citazione di un momento storico di televisione, uno scherzo. La reazione dei social è stata molto forte e molto violenta, andando oltre quelle che, a mio parere, erano le intenzioni di quella scena. Da parte mia non non c’era alcuna intenzione di offendere nessuno. Mi spiace che sia venuto fuori l’elemento offensivo, ma per quanto mi riguarda non c’era. Era una cosa scherzosa fatta da Alan”.
Il politologo Marco Revelli dissente fortemente dalle parole della conduttrice, gesticolando con le mani.

Ricciardi invece osserva: “È come se un giornalista italiano, ad esempio Sallusti, andasse in una trasmissione tedesca e sanificasse la sedia su cui pochi minuti prima era seduta l’ex cancelliera Angela Merkel. Io non voglio immaginare cosa sarebbe successo, però, se questo è un gesto scherzoso, ne prendo atto”.
“Era la citazione di un momento topico della tv italiana”, ribadisce Merlino.
“Sì, va bene, era una citazione – replica il deputato – Io credo che, se fosse accaduto a qualsiasi altro leader politico, ci sarebbero stati editorialoni sulla mancanza di rispetto. Ma tant’è. Prendiamo atto che, anche a distanza di giorni, da parte del giornalista non c’è la decenza di chiedere scusa”.

Friedman prende la parola e spiega: “Questa gag era scherzosa e non un’offesa personale. Vorrei chiarire che io, da giornalista, non ho niente di personale contro nessun politico. Nel mio nuovo libro critico il governo Conte Uno, le politiche economiche del reddito di cittadinanza e di Quota 100, l’atteggiamento anti-europeista ed euroscettico. Parlo invece bene di Conte e di Di Maio nel governo Conte Due dove hanno fatto un grande lavoro. Anzi – continua – voglio parlare bene di Di Maio oggi: ha avuto una maturazione molto impressionante, è una persona molto seria e un grande ministro degli Esteri. Non sono né anti-Conte, né pro-Berlusconi. La mia era una gag, una citazione di un evento storico della tv italiana. È piaciuta a tante persone, cioè all’87% del Paese che non appoggia il M5s. Ma non è piaciuta ai 5 Stelle“.
“Questa risposta si qualifica da sé – commenta Ricciardi – Continua a essere vergognoso. Abbiamo anche parlato troppo di Friedman. Diciamo che chi sta a casa si è fatto un’idea”.
“Ma era una gag”, ripete Friedman.
“È la bellezza della televisione”, commenta Merlino.
“Sì, bella gag – chiosa Ricciardi – Allora faccia il comico. Quanto fa ridere questa gag”.

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