“Come fai, sbagli”. Anzi, “come fa, sbaglia, Duchessa“. A essere i fidi assistenti personali di Kate Middleton, se lei avesse chiesto un parere sul video che ha girato per comunicare la sua scelta di patrocinare la Maternal Mental Health Alliance (MMHA), la risposta sarebbe stata questa (forse c’è un ‘eccesso di serie tv’ sui reali inglesi nascosto in queste prime righe): “Come fa sbaglia, duchessa. Segua quello che le dice il cuore“. La storia. La duchessa di Cambridge fa sua la causa della charity MMHA, cioè assistere con cure e supporto psicologico donne e famiglie colpite da problemi mentali perinatali. In un filmato postato sull’account Instagram @dukeandduchessofcambridge, Middleton dice: “Tutte le mamme hanno bisogno di aiuto, nessuna di noi è immune da ansia e depressione“. Ancora: “I genitori spesso si sentono soli e sopraffatti nei primi anni (del bambino). Circa il 20% delle donne nel Regno Unito soffre di disturbi psichici perinatali. E purtroppo, sappiamo anche che molti altre stanno soffrendo in silenzio. Nessuna è immune dall’esperienza di ansia e depressione durante questo periodo”. Ha ragione. Eppure le critiche social non la risparmiano: “Una duchessa che ne sa?”. Sempre la solita solfa: il privilegio è un antidoto alla depressione? Ebbene, no. Per altro, se non facesse nulla per sensibilizzare su problematiche importanti verrebbe ugualmente criticata. È noto di come la Duchessa abbia sofferto il periodo perinatale. Middleton ribadisce quando sia fondamentale aiutare i genitori con il giusto tempismo. Rimarca la necessità di “aumentare la consapevolezza” e l’importanza di garantire l’accesso alle cure disponibili. Dal 2 all’8 maggio è la Maternal Mental Health Awareness Week 2022. Si tratta di una settimana di campagne il cui scopo è chiaro e la parola centrale è proprio “consapevolezza“: si può e si deve chiedere aiuto, “insieme si è più forti” e bisogna tornare ad avere un approccio alla cura che sia fatto di scambi con altri genitori, così da creare relazioni che allontanino la paura e l’idea di combattere da soli. Circa 1 donna su 5 sviluppa un problema di salute mentale durante la gravidanza oppure nei primi anni dopo aver avuto un bambino (il rischio è aumentato in tempo di pandemia): lo dice una campagna dell’MMHA, Everyone’s Business. Qualcosa che riguarda tutti. Problematiche che, se non trattate, possono impattare negativamente nell’intera vita dei genitori. Secondo la Fondazione ONDA (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna), tra il 50 e l’80% delle mamme soffre di baby blues, una forma benigna di depressione con sintomi lievi. Le percentuali calano ma restano comunque troppo alte anche quando si parla di forme di depressione post partum (10-15% delle donne durante il primo anno di vita del bambino), disturbo post traumatico da stress (percentuale di donne compresa tra il 2-3% sino al 25%), fino alle forme più rare e gravi di disturbi psichici. Alcune donne hanno a che fare anche con disturbi alimentari. Ecco allora che non è opportuno criticare Middleton con frasi buone a niente: brava Duchessa. Con le sue parole, lei aiuta molte mamme, fa sapere loro che non sono sole, che possono riconoscersi in altre persone, che possono anzi devono chiedere aiuto. La maternità porta con sé immense gioie ma è un periodo della vita di una donna che non deve essere romanticizzato. Long live the duchess.

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