Mentre è alta l’attenzione per capire se le sottovarianti di Omicron – nelle “versioni” 4 e 5 – possano essere costituire un problema, cresce l’attesa per i primi vaccini ricalibrati sulle mutazioni. A settembre dovrebbero essere pronti per la eventuale prossima campagna di vaccinazione. Questo perché l’Agenzia Europea per i farmaci (Ema) ipotizza che ci sia una probabilità “abbastanza alta” di vedere il primo composto anti Covid, aggiornato per contrastare le varianti approvato entro settembre a livello Ue come spiegato da capo della task force sui vaccini dell’Ema, Marco Cavaleri. “La nostra priorità – ha aggiunto – è assicurare l’approvazione di vaccini adattati entro settembre al più tardi, in modo da poter cominciare la campagna vaccinale nell’Ue in autunno”.

“Al momento c’è bisogno di monitorare attentamente la diffusione delle sottovarianti di Omicron BA.4 e BA.5 in Sudafrica e in altre regioni, per capire se porteranno a un aumento dei casi anche nell’Unione europea”. Uno studio pre-print di un team di ricercatori sudafricani ha ipotizzato che chi si è contagiato con la versione 1 di Omicron ha solo una piccola protezione per le versioni 4 e 5. L’esperto ha sottolineato l’importanza di essere preparati e di adattare i propri sistemi alle varie fasi che si attraversano con la pandemia. Proprio su questa linea, Cavaleri ha anche ricordato che “la scorsa settimana la Commissione europea ha esortato gli Stati membri a usare i mesi estivi per fare un passo avanti nella loro pianificazione e a passare da una gestione di emergenza della pandemia a una modalità sostenibile. E i vaccini – ha ripetuto – sono un pilastro centrale della nostra risposta a Covid”.

L’Ema ha inoltre cominciato a esaminare la domanda di autorizzazione di Moderna per estendere l’uso del suo vaccino anti-Covid, lo Spikevax, ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni. Anche per Cavaleri la guardia va tenuta alta perché la “situazione nell’Ue si è stabilizzata, ma i casi nel mondo sono ancora milioni e la pandemia non è finita”. È importante “restare vigili in caso di un nuovo aumento dei casi il prossimo inverno”. I vaccini, ha ribadito, “sono il pilastro centrale della nostra risposta, hanno salvato oltre 500mila di vite in Europa” e il completamento del ciclo vaccinale nella popolazione “resta la priorità”.

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