Ha provato a vivere Milano o a Parigi, ma qualunque altrove fuori dalla Sicilia a lei non calzava. Letizia Battaglia, scomparsa a 87 anni, la amava a tal punto da odiarla anche: così funzionano i grandi amori.

Non ripercorro la sua lunga storia di fotografia, d’impegno sociale, di militanza culturale e politica in quella Palermo dai mille contrasti, perché all’indomani della sua scomparsa viene tratteggiata ovunque. Ha più senso chiedersi cosa ci lascia. Umanamente la sua generosità e la sua empatia per gli altri si abbinavano all’altrettanto grande intransigenza difronte a ciò che aveva visto e respirato in tanti anni di cronaca al quotidiano L’Ora, tra guerre di mafia, delitti eccellenti, arroganza politica e miseria. La sua sensibilità, dietro la necessaria corazza del fotoreporter, si era in realtà imbevuta di tutta la sofferenza, la morte e l’ingiustizia passate attraverso il suo obiettivo.

Per questo motivo e per cercare di allontanare i fantasmi aveva provato a lasciare – o meglio a scappare – da Palermo, ma accadde come a Samarcanda: tutto inutile, anzi controproducente. Dunque sempre il ritorno, cercando però una via salvifica per esempio negli sguardi delle bambine (la foto della bambina col pallone è considerata un’immagine iconica che ben rappresenta la sintesi tra durezza e dolcezza che convivono).

Era stata trasformata in personaggio pubblico e quasi divinizzata suo malgrado; con la sua disarmante franchezza, con la sua ardente passione, col suo coraggio, con la sua ruvida simpatia, coi suoi capelli colorati ora di rosa ora di azzurro, col suo invito all’azione (rivolto soprattutto ai giovani), Letizia arrivava potentemente a tutti, e tutti affascinava.

Un giorno, nel 2019, ero come fotografo al Festival del Cinema di Venezia, e sulla mitica terrazza dell’Hotel Excelsior al Lido, tra celebri attori internazionali che rilasciavano interviste e degustavano raffinati cocktail, me la ritrovo davanti seduta anche lei a un tavolino. Sorpreso, le domando cosa ci facesse lì, e lei con divertita nonchalance mi fa presente che era al Festival in qualità di attrice. Quel giorno veniva presentato infatti il film “La mafia non è più quella di una volta”, del regista Franco Maresco, che aveva lei come protagonista. Dunque anche per Letizia Battaglia un rituale red carpet. Ecco, proviamo a immaginarcela così, di spalle, mentre si allontana lungo un infinito red carpet, dello stesso colore rosso di tutto quel sangue versato e fotografato nelle strade di Sicilia. Perché le contraddizioni della sua terra erano diventate la sua vita.

(Seguimi su Facebook e Twitter) – Photo credits © Leonello Bertolucci

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