Mentre in Ucraina c’è una guerra in corso con morti, profughi, uomini e donne costretti a mangiare cani e gatti per sopravvivere, in Italia certi intellettuali come il collega Massimo Gramellini giocano a sparare contro l’Associazione nazionale partigiani d’Italia. La firma dei corsivi del Corriere della Sera ha pubblicato un articolo prendendosela con tutta la violenza verbale possibile con il manifesto del prossimo 25 aprile dell’Anpi, disegnato da Alice Milani.

Questi russofili dell’Anpi nel volantino non hanno scritto tutto l’articolo 11 della Costituzione, ma si sono permessi di riassumerlo tagliando le parole “come strumento d’offesa”, ha scritto Gramellini. Non solo. Il collega si è scordato di dire che si sono dimenticati anche di mettere il resto della citazione della Carta “alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

Come tutti i manifesti la disegnatrice ha puntato sulle parole chiave, senza chiedere consiglio a Gramellini che, interrotti nel 1985 gli studi di giurisprudenza, deve aver frequentato qualche corso di grafica senza rendercelo noto. Ma la cosa peggiore è che Alice Milani, con la complicità di questi amici di Viktor Mihály Orbán, ha disegnato le bandiere dell’Ungheria anziché quelle dell’Italia. Sicuramente Gramellini deve aver parlato e psicoanalizzato la disegnatrice per aver compreso questa sua inconscia volontà di omaggiare il politico ungherese. Chissà ora, da questo reportage fatto sul campo, cosa uscirà nei prossimi giorni. Si dice che Gramellini abbia scoperto che in realtà è stato proprio Orbán ad aver fatto un accordo con il presidente dell’Anpi, il sovietico Gianfranco Pagliarulo, per sabotare il 25 aprile.

Peccato che Gramellini non si sia accorto che nel volantino dietro la vecchietta seduta sulla sedia questi compagni putiniani abbiano voluto mettere nel manifesto anche un oligarca russo travestito. Non solo: in questa vignetta su 17 personaggi disegnati solo quattro portano il foulard con la bandiera corretta dell’Italia. E gli altri chi saranno? Ma la svista più grande del giornalista del Corriere è la presenza dei colori della bandiera russa nel manifesto: la donna seduta a terra, accanto al signore con la camicia a quadri rossa, ha la maglia bianca, le righe blu e i capelli rossi. Lo sapevo: l’hanno studiata a tavolino.

Ps: chi ha scritto questo articolo è iscritto all’Anpi; è stato obiettore di coscienza; è pacifista ma è favorevole all’invio delle armi.

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