Sono basito. Dopo quarant’anni di professione e vent’anni di lotta per salvare il Servizio Sanitario Nazionale, di cui più di dieci da questo mio spazio, resto basito. Eppure avrei dovuto imparare che i politici, di qualunque fazione, non “servono a servire”, come dovrebbero, i cittadini con idee nuove per il bene comune. I politici pensano a parlare solo per le prossime elezioni, per non perdere la sedia che occupano spesso indegnamente e senza competenze. Solo rari statisti pensano alle prossime generazioni.

Così provo ancora sdegno a leggere sul Corriere della Sera Milano di sabato 26 marzo che le visite che dovrebbero essere pubbliche sono sempre più private, hanno liste di attesa più brevi a scapito di chi quelle visite, esami e interventi non può permetterseli, facendo allontanare sempre più l’attesa di quelle con il Sistema Sanitario Nazionale. Così l’assessore alla sanità della Regione Lombardia, dotata di alte competenze tecniche e a capo della Regione che ha fatto le peggiori figure del periodo del Covid (vedi Bergamo), nello stesso articolo dice che: “La libera professione non può in alcun modo essere considerata una scorciatoia per anticipare la cura”!

Sì, avete capito bene. L’assessore Letizia Moratti che gestisce la salute dei cittadini lombardi che hanno il 60% delle strutture accreditate private, non pubbliche, si è destata e vuole fare controlli.

Forse scoprirà finalmente, come dico da anni, che per fare una visita oculistica con il SSN bisogna aspettare in media un anno. Se la fai nella stessa struttura privatamente, come spiega anche l’articolo, riesci a ottenerla al massimo in 10-15 giorni scegliendo anche il medico. Oppure se la fai come “solvente divisionale”, a una cifra calmierata equiparabile al ticket, la fai in massimo 20-30 giorni. Nell’ultimo caso anche la regione sarà d’accordo e vorrei proprio controllare se controllano, visto che questo fa risparmiare alla regione stessa il ticket da versare alla struttura scaricato sul paziente che crede di guadagnarci. Quello che sicuramente ci smena, e sempre di più, è il cittadino rispettoso che ha pagato le tasse e si sente in diritto di avere un Sistema Sanitario efficiente perché contribuisce. Infatti è quello che aspetta più a lungo.

Quindi mi aspetto finalmente dei controlli accurati su ogni struttura accreditata, pubblica e privata, per capire quanto e cosa fanno. Magari proprio con Unità Operative di Controllo specialistiche (un medico esperto, uno specializzando e un infermiere) che facciano controlli clinici sui pazienti e non solo controlli amministrativi sulle cartelle cliniche, come scrissi in uno studio clinico da me pubblicato nel 2003 e presentato nella puntata “la prestazione” del 2 maggio 2010 a Report.

Ne sono passati di anni, ma credo ne passeranno molti altri e che il nuovo palazzo della Regione Lombardia – fatto costruire dal Celeste con i soldi dei cittadini – da dove parla la Moratti abbia un indirizzo sbagliato, come scrissi il 1° luglio 2016.

Nel palazzo della Regione, infatti, ha occupato ben 700 mq di spazio pubblico, sicuramente con tutte le carte in regola, un grande ambulatorio privato che nel suo sito garantisce prestazioni speciali ponendo il paziente al centro, quello solvente: “L’obiettivo del nostro Poliambulatorio a Milano è il benessere offerto al paziente e il miglioramento sostanziale della qualità della vita: prestazioni mediche e sanitarie di elevata qualità di cui puoi sempre usufruire al giusto costo e senza attese”.

La Moratti ne è a conoscenza? Pensa che sia una bella immagine per una istituzione pubblica? Non pensa che sia un ottimo biglietto che dimostra la brutta intenzione di spostare sempre più la sanità verso il privato e far pagare i cittadini onesti due volte? Chissà se controllerà, visto che fino ad ora nessuno deve aver letto in sei anni!

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