Divieto totale di aborto in Oklahoma. La camera dello Stato americano, controllata dal partito repubblicano, ha approvato nelle scorse ore un disegno di legge che vieta l’aborto in qualsiasi momento della gravidanza, tranne nei casi di incesto e stupro o se la donna incinta è in pericolo di vita. Una misura ancora più rigida di quelle approvate in Texas e Arizona, che vietano l’interruzione di gravidanza dopo la quindicesima settimana senza nessuna eccezione. Inoltre, la legge appena approvata in Oklahoma consente a qualsiasi cittadino di denunciare non solo coloro che praticano l’aborto, ma anche chiunque “aiuti o favorisca l’esecuzione o l’induzione di un aborto”.

Negli ultimi anni, sotto l’amministrazione Trump, diversi Stati degli Usa hanno varato leggi molto restrittive nei confronti dell’aborto: in primis il Mississippi, che nel 2018 ha approvato un testo ora al vaglio della Corte Suprema, che dovrebbe decidere verso giugno. Dal 2 settembre scorso è in vigore anche in Texas una nuova legge che addirittura vieta l’interruzione di gravidanza dopo le 6 settimane: un testo che la Corte Suprema non ha bloccato e la cui validità è stata confermata anche dalla Corte d’Appello, dopo un’iniziale sospensione.

Sullo sfondo, ancora una volta il destino della storica sentenza ‘Roe v.Wade’ del 1973 con cui l’Alta Corte legalizzò l’aborto in America, stabilendo che gli stati Usa non possono vietarlo prima di 23-24 settimane di gravidanza, vale a dire in uno stadio in cui il feto non è ancora in grado di sopravvivere al di fuori del grembo materno. Una conquista per i diritti delle donne americane che aprì la strada anche a milioni e milioni di altre donne nel mondo, e che ora rischia di essere ridimensionata con queste limitazioni introdotte dagli Stati.

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